EC722ECC B29E 4FD2 B04B 5E25D43531D8- “Mamma cambierò quando nascerà il mio bambino? Perderò la me stessa?”
- “Ma no, sarai sempre tu”
Ricordo ancora lo sguardo di mia madre più consolatorio che sincero, e in parte ricco di emozione nel rivivere una fase di passaggio così importante: nascere madre.
Ricordo ancor meglio la mia preoccupazione, le mie paure nel prepararmi a un cambiamento interiore verso una parte ancora ignota del mio essere donna.
Ora saprei cosa rispondermi…

assistenzaSpesso in gravidanza ci si sente in balia degli eventi e delle decisioni altrui.

Non fa molta differenza se l’anamnesi è fisiologica o se necessita di supporto medico :

la deresponsabilizzazione fattuale (ma non legittima, né giuridica) prende piede.

Non è facile per nessuno.

Lo specialista ha molte volte un suo bagaglio analitico che non necessariamente è supportato da un approccio empatico (siamo umani, ognuno ha il suo percorso di vita, senza contare che molti fattori come la stanchezza e una dura giornata, possono drammaticamente ostacolare ogni tentativo di comunicazione trasparente e aperta).

La società, a sua volte, tende a sminuire ogni atto di consapevolezza sulla maternità.

E’ paradossale.

comunicazione prenatale

Il tempo.

Quando si pensa al travaglio di parto si pensa al tempo, alle ore che ci vorranno o che ci sono volute. Ma ciò che accade in quei momenti è molto più importante e complesso.

Una donna, una madre, apre il suo corpo per lasciar andare il suo cucciolo, una parte di sé.
Apertura, separazione, accoglienza.


In travaglio, durante l’apertura in fase dilatante, le stesse contrazioni uterine rappresentano la forza della separazione, intervallate da pause che “trattengono” il bambino dentro… fino all’abbandono, alla fiducia, al lasciarsi andare, all’accoglienza del nuovo, una nuova dimensione rappresentata dalla diade madre/bambino fuori.

C section Web 760x500Il numero di nascite via cesareo in India è il doppio della media globale e molto superiore alle raccomandazioni dell'OMS.

Un nuovo studio sul Canadian Medical Association Journal ha rilevato che esiste un maggior rischio di morte materna - quasi cinque volte di più - dopo un parto cesareo, rispetto a un parto vaginale.

I ricercatori hanno utilizzato i dati sul parto raccolti in tutto il Canada (eccetto il Quebec) tra il 2003 e il 2015 e hanno scoperto che questo rischio era maggiore tra le donne che avevano 35 anni o più. 

140606 grc3a1vidas 485x337Parlare di diritto alla salute ai giorni nostri può sembrare così scontato,
da non ottenere più di una fugace attenzione.

Salute, però, non è puramente una meccanica assenza di malattia,
è benessere psicofisico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il diritto alla salute implica “sostenere gli individui nel raggiungimento del più alto livello possibile di salute e benessere”.

La definizione di Salute cui l’OMS fa riferimento consiste in “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo nell’assenza di malattia o d’infermità”.

L’assistenza alla maternità non può quindi ridursi alla sopravvivenza di madre e figlio (“Signora, suo figlio è vivo, cosa vuole di più?”), ma deve mettersi a disposizione come fautrice di benessere psicologico ed emozionale, durante la gravidanza, il parto, nell’accoglienza del bambino e nel puerperio.

L’OMS* ha indicato 15 raccomandazioni basilari per il parto, sottolineando così la valenza del termine “salute”:

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