Header new 707x180

 

mgraziaIl cerchiaggio è un piccolo intervento, in anestesia totale, a cui viene sottoposta la gestante che presenti segnali di incontinenza cervicale (dilatazione precoce del collo dell’utero).

Durante la lieve operazione, si inserisce un nastro sintetico, (una sorta di fascetta di materiale non assorbibile) che viene annodato alla cervice, per impedire che l'utero si raccorci e, conseguentemente, si dilati. Lo scopo principale, quindi, è quello di rafforzare il collo uterino per evitare un parto pretermine, ovvero un parto che avviene tra la 20ma e la 37ma settimana di gravidanza.

In genere, tale complicazione al canale cervicale si presenta in diverse circostanze e dipende dalla difficoltà delle pareti di sopportare il peso del feto, del liquido amniotico, della placenta e di altri elementi fetali. Per tali motivazioni, in genere, l’incontinenza cervicale si verifica dal secondo trimestre di gravidanza in poi, quando, cioè, l’intero organico fetale inizia a incrementarsi in peso.

I motivi dell’incontinenza cervicali possono essere molteplici e vari:

• incontinenza cervicale: la cervice per cause iatrogene (ad esempio conizzazioni precedenti) o anatomiche si sfianca sotto il peso dell’utero e si apre, anche in assenza di attività contrattile

• polidramnios, cioè quando c’è un aumento notevole del liquido amniotico

• gravidanza multipla • gestosi, ritardo di crescita • infezioni vaginali (“vaginosi batterica”), che attivano una serie di processi infiammatori, che a loro volta scatenano le contrazioni uterine • malformazioni uterine, fibromiomi (solo se particolarmente voluminosi)

• emorragia da placenta previa, distacco di placenta

• rottura delle membrane Naturalmente, i segnali di allarme sono ben riconoscibili e riguardano, spesso, la presenza di contrazioni (talvolta leggere, associate a irrigidimenti del basso ventre e lievi dolori simil mestruali), la comparsa di perdite vaginali (dal rosato al rosso), un evidente accorciamento e ammorbidimento della cervice uterina (constatabile tramite visita ginecologica).

E’ importante non sottovalutare la presenza di attività contrattile in gravidanza e se persistente, anche in assenza di dolore, rivolgersi al medico o all'ostetrica per chiedere consiglio.

Qualora tali terapie non dovessero impedire, da sole, l’imminente dilatazione, si ricorre al cerchiaggio, di solito intorno alla 13ma – 14ma settimana di gravidanza. Naturalmente, la gravida dovrà, in seguito all’intervento, evitare sforzi eccessivi, non avere rapporti, non viaggiare su biciclette o ciclomotori, non salire scale e schivare qualsiasi affaticamento che possa ledere la pressione del collo. La decisione di consigliare il riposo assoluto alla donna con cerchiaggio cervicale non deve essere presa di routine, ma individualizzata caso per caso.

La rimozione del cerchiaggio dovrebbe avvenire intorno alle 36-37 settimane, quando ormai il rischio di prematurità è sorpassato e la maturazione del bimbo è tanto completa da non esser più pericolosa per la sua sopravvivenza. Per l’asportazione non occorre, il più delle volte, anestesia totale (anche se ci sono casi in cui, seppur raramente, si è ricorsi a un nuovo breve intervento anche per la rimozione del nastro).

C’è da sottolineare, infine, che il cerchiaggio non è solo applicato “d’urgenza”, ma è un intervento consigliato in via preventiva e precauzionale quando la gestante ha già subito un parto pretermine o un aborto spontaneo o quando il canale cervicale risulta danneggiato a causa di un trauma subito nel corso di un parto naturale.

Le linee guide del Royal College (del maggio 2011) affermano che il cerchiaggio in via precauzionale andrebbe applicato alle donne con storia di almeno 3 precedenti parti pretermine.

Il cerchiaggio non è indicato in donne senza precedenti parti prematuri, in caso di riscontro di cervicometria inferiore ai 25mm. In donne con uno o più precedenti parti pretermine l’intervento andrebbe effettuato per riscontro di cervicometria inferiore ai 25mm prima delle 24 settimane. In caso di precedente parto pretermine, può essere offerta la possibilità di effettuare monitoraggio ecografico della lunghezza cervicale. Al contrario di quanto si pensasse in passato, il cerchiaggio è sconsigliato nella gravidanza gemellare, in quanto sembra addirittura essere associato ad un aumento del rischio di parto pretermine.

Non costuiscono una indicazione al cerchiaggio elettivo:

precedente conizzazione, malformazioni uterine, precedenti raschiamenti.

Il cerchiaggio non aumenta il rischio di:

• corionamniotite

• rottura prematura delle membrane

• parto pretermine

• necessità di ricorrere all’induzione del parto

• taglio cesareo (quest’ultimo ritenuto erroneamente quasi obbligatorio in caso di cerchiaggio).

Il mio percorso di madre è iniziato nel peggiore dei modi... alla 22 settimana di gestazione, a causa di una brutta infezione di cui nessuno si era accorta, ho avuto un parto pretermine, con setticemia in corso... ho dato alla luce il mio primo figlio, un esserino di 420 grammi che, solo per pochi istanti, ha respirato…e che è volato via da me… e che ha segnato per sempre il mio essere mamma, non lasciandomi mai.

Oggi sono mamma anche di una bimba di 8 anni e di un bimbo di quasi 5, che mi hanno stravolto la vita…Per giungere ai loro parti sono stata sottoposta all’applicazione, in via precauzionale, del cerchiaggio, in anestesia totale. In entrambi i casi, mi è stato applicato alla XIII settimana di gestazione. Per la rimozione, la prima volta hanno tentato di “sfilarlo” senza addormentarmi, ma non è stato possibile per vari motivi.

Quindi sia in un caso che in un altro mi hanno rimosso la fettuccia la prima volta alla settimana 36 e la seconda alla settimana 38. E se volessi altri figli, so già di dover affrontare tutto questo percorso..ma lo rifarei senza dubbio, cosciente che la Vita che ne consegue (quelle dei miei figli e quella mia e di mio marito) assume il Sacro Senso, nonostante questi piccoli ostacoli da superare.

Non si parla molto di cerchiaggio, in giro. Non tutti ne conoscono le dinamiche, le conseguenze, l’utilità. Ma è sempre utile confrontarsi, informarsi e affrontarlo con consapevolezza, con quella consapevolezza che solo una madre può avere nell’istante in cui sente la presenza della vita nella sua… Resto a disposizione e sono accanto a tutte coloro che ne avessero bisogno. Non esitate a chiedere, a informarvi.

Per qualsiasi cosa, potete rivolgervi all’indirizzo mail di Custodi e saremo liete di supportarvi e informarvi anche in tal senso. Per la tutela della Vita dei bambini, delle Madri, delle Donne.

 

A cura di MGrazia Tulimieri

FacebookTwitterGoogle Bookmarks