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maratonaE se i maratoneti fosser trattati come le donne in gravidanza? 

Ecco una libera traduzione tratta da Marie-Hélène Lahaye nel suo blog "Marie accouche là" che propone questo divertente parallelo per mettere in luce tutta una mole di assurdità cui le donne sono esposte durante il parto. 

 

Avvertenza:  Ovviamente il parto e la maratona non sono la stessa cosa. L'analogia smette di essere pertinente dopo un certo punto.

 

Le donne incinte passano attraverso molte paure e allarmismi: "Il suo bambino potrebbe essere troppo grande o troppo piccolo. Lei potrebbe sviluppare la preeclampsia. Signora, ha preso troppo peso o non abbastanza. Sa, potrebbe morire per un'emorragia. La testa del bambino potrebbe bloccarsi. Potrebbero nascere guai seri. E' la gestione del dolore?? Signora, non vincerà di certo una medaglia per un parto non medicalizzato, tuttò ciò che conta è che il bambino sia sano"  

Pensate, e se ci si preparasse ad una maratona con tutto questo pessimismo?

 

Immergiamoci nello scenario immaginario vissuto da Anna, la quale si sta, per l'appunto, allenando per una maratona.

Anna era giò abbastanza in forma di suo ed era in grado di eseguire diversi chilometri ad un ritmo lento. Diversi amici atleti, le hanno dato questa idea e Anna ha deciso di prepararsi.

Il passaggio in libreria

Anna ha iniziato a documentare su come eseguire e portare a termine una maratona. Ha cercato programmi di formazione, ha studiato le esigenze nutrizionali dei corridori e i suggerimenti sulla scelta delle scarpe da corsa. E' andata in biblioteca in cerca di quello scaffale pieno di libri su tutti i rischi della maratona: le varie lesioni di cui i maratoneti sono spesso vittime...tutte elencate e discusse nel dettaglio! I successi sono stati affrontati solo sbrigbrevemente. 

Ah, poi ha letto anche quei testi in cui si spiega chiaramente che, correre una maratona, può certamente sprigionare un senso di forza, ma la maggior parte delle persone non è in grado di usufruire di questa sensazione in modo autonomo, di sfruttare questa energia endogena. I libri hanno anche sottolineato a più riprese l'enorme dolore fisico che si prova. 

Anna sapeva benissimo dell'esistenza di vari rischi, al contempo, ha preferito focalizzarsi maggiormente su come migliorare la propria formazione tramite le risorse personali, curando le proprie abitudini, la dieta alimentare, ecc. 

Si è detta che dovevano per forza esistere spazi in cui circolano informazioni più utili, così ha preso una sedia e si è seduta al computer. Scorre pagine su pagine nei labirinti del web e scova quei pochi luoghi in cui esiste ascolto, unione e una visione positiva. Queste storie parlano di soddisfazione, fiducia, gioia, le narrano di una preparazione mentale, fisica, interiore; ampie ricerche la rassicurano di come il suo corpo sia in grado di raggiungere il suo obiettivo e le indicano altri e complementari strumenti per prevenire o ridurre il rischio di lesioni convenzionali. In questi ambienti ha trovato sostegno per ogni variabile e storia, anche per quelle di chi ha accolto nel suo percorso varie difficoltà.

Anna porta con sé questo programma di formazione, ovunque. Ha deciso di rimanere positiva, conscia del fatto che i migliori atleti considerano importante la preparazione mentale tanto quanto l'allenamento fisico. Ogni giorno ha dedicato tempo alla meditazione e alla visualizzazione. Immagina cosa si prova sulla linea di partenza, in attesa del Via. Visualizza il suo cuore battere nel petto, il suo sangue che fornisce ossigeno ai muscoli, il suo respiro misurato e costante. Ripete tra sé e sé: "Sarà intenso, a tratti impegnativo, ma so che posso farcela."

Formazione

Dopo poche settimane, Anna può dirsi soddisfatta. La sua preparazione sta andando bene, ha saltato un paio di giorni, ma per la maggior parte del tempo ha raggiunto i suoi obiettivi quotidiani. La preparazione a volte è noiosa e talvolta dolorosa, ma ama la sensazione che le lascia in seguito. 

Anna si è confidata con un'amica che si sta allenando per una maratona ed è rimasta molto sorpresa nel ricevere, come risposta, un lungo elenco di storie orribili su corridori che hanno sofferto ogni pena dell'inferno,c'era anche quella storia del maratoneta che ha avuto bevuto tanta acqua durante la gara e, per questo motivo, è morto. 

Anna ha fatto presente di aver imparato a riconoscere l'infortunio classico da quello raro, di essere sicura di saper prevenire o guarire da sola così come di saper chiedere aiuto nelle emergenze. La sua amica ha solennemente risposto, "ma come si può essere sicuri? Si potrebbe morire di un attacco di cuore durante la gara, non si ha modo di saperlo prima che accada. Davvero, non vale il rischio.  "

La famiglia di Anna semplicemente pensa che lei sia pazza. Non dovrebbe usare il suo tempo in modo più utile? E se qualcosa va storto? Anna ha spiegato alla sua famiglia gli studi fatti e, soprattutto, che tutto ciò è estremamente importante per lei. Ha chiesto loro supporto e costruttiva fiducia. 

 

I media e la pubblicità

Anna ha notato che i media sono sempre focalizzati sulle storie sensazionalistiche di corse trasformatesi in tragedia. Raramente scorrono notizie di maratone limpide, senza tragedie. Intervistano per lo più atleti  che hanno abbandonato la gara, concendendo loro qualche minuto di trasmissione; solo pochi secondi, invece, agli atleti felici e soddisfatti, nonostante la fatica ed il sudore.

Naturalmente, una volta finito l'excursus sulla storia, il presentatore non perde tempo e ricorda tempestivamente agli spettatori che la maggior parte delle persone non è in grado di correre una maratona. 

"Eppure io conosco molte persone che hanno completato la gara senza morire, rompersi una gamba o avere complicazioni fisiche!", si dice Anna.

Senza sapere esattamente come, ha iniziato a ricevere volantini pubblicitari da aziende sponsor di maratoneti. Ogni giorno o giù di lì, nella sua posta spunta un nuovo annuncio per "una maratona senza dolore e senza sforzo" . Lo slogan di una delle aziende è: " Noi facciamo il lavoro per te, devi solo essere lì per la gara" . Nella loro brochure Anna ha appreso che:

<<E' un lavoro enorme correre una maratona. Il dolore è insopportabile. I rischi per ogni singolo chilometro sono molti. Perché soffrire se si può farlo senza dolore? Con solo 12 pagamenti mensili di € 199 si può finire la maratona in modo confortevole ed elegante, grazie al veicolo a motore brevettato Indol tm . Il nostro autista vi verrà a prendere personalmente una volta stanca! Nel lussuoso comfort della Couralaiz tm, potrai godere lo spettacolo mentre vieni condotta al traguardo! Riceverai anche una tua foto mentre attraversi la linea del traguardo a piedi!

Bevande escluse. Gli atleti devono pagare € 10 per ogni chilometro percorso. Questa quota è in regalo se si sceglie l'opzione Couralaiz tm entro i primi 5 km. Per motivi di responsabilità, l'opzione Couralaiz può essere acquistato entro per i primi 4 km o dopo il 23 °"

Anna ha accatastato questi annunci vicino al suo caminetto. Dopo un allenamento ed un un bagno caldo, ha acceso il camino e gettato nel fuoco questi fogli, osservando i bordi che si rannicchiano e si chiudono su di sé, circondati dal fuoco. 

Ha davanti a sé l'immagine delle sue paure mentre si fondono e scompaiono insieme a questi lussuosi spot.

La formazione di Anna è proseguita. Le piace sentire il suo corpo che cambia; questa preparazione per la gara le ha permesso anche di apprezzare di più un'alimentazione sana e nutriente. 

Il Controllo della Frattura

Diversi mesi dopo, Anna viene a conoscenza, non senza preoccupazione, di una nuova moda nel mondo della maratona, ossia Il Controllo della Frattura (CF). Sapeva che le fratture da stress sono tra le lesioni più comuni nel mondo delle corse, per non parlare di quelle fratture rare ma gravi, causate da cadute accidentali. A quanto pare alcune persone vantano un nuovo "trattamento preventivo", ossia indossare dei monitor per controllare che non avvengano fratture alle ossa durante la gara. L'obiettivo di questi monitor è evitare la frattura prima che accada. Utilizzando le informazioni fornite dai monitor, i chirurghi potrebbero, però, decidere di rompere con cura le ossa (per essere sicuri di avere una frattura chiara e franca) e poterla sistemare in un ambiente sicuro. I monitor sono piuttosto pesanti, e talvolta causano cadute, con conseguenti lesioni significative. Eppure si tratta del nuovo must nel mondo delle corse! Un chirurgo ha elogiato la tecnologia che ha reso le ossa delle "gambe  più forti che mai"!

Il mondo deve essere impazzito, sospira Anna. 

 

La gara

Il giorno della gara si avvicina, Anna si muove tra fiducia e irrequietezza. Sa di essere ben preparata, ma non ha mai eseguito 42 km. Ha deciso che se qualcosa dovesse andare storto durante la gara, lo accetterà sapendo di aver fatto tutto quanto in suo potere. Ogni giorno si è data nutrimento tramite visualizzazioni, immaginando e sentendo la sensazione di gratitudine a fine gara. Si vede in una valle dove scorre un fiume. Anna va spesso lì a nuotare e pensa a quanto si senta incredibilmente bene immergerdosi nell'acqua fredda dopo l'esercizio. Tiene in mente questa immagine di se stessa sdraiata sulla schiena, mentre galleggia sopra questa acqua chiara, col corpo sospeso tra cielo e acqua.

E' giunto il giorno della gara, Anna è sorpresa: che folla! Ora è là, premuta dietro le linee dei corridori. Ci sono tanti sponsor quanti atleti!

Anna ha parlato con un corridore esperto il quale le ha detto che la situazione non migliorererà dopo l'inizio della gara: di lì a poco, avrebbe visto i ciclisti pedalarle accanto e porle delle domande sul dolore sofferto e sull'eventuale intento di ritirarsi.Lungo la strada, avrebbe incontrato degli spettatori muniti di cartelli con su scritto: " Non è mai troppo tardi per rinunciare". 

Mentre aspettavano in fila per registrarsi, una donna che lo scorso anno aveva corso la sua prima maratona fino alla fine, le ha dato un pacchetto. Dentro Anna vi trova una T-shirt con lo slogan "Drug-Free Zone"-  

"Ne avrai bisogno", le sussurra la donna, "in particolare intorno al 35 km, quando gli sponsor iniziano a lanciare pillole di morfina. Non ti preoccupare, sanno di dover stare alla larga dalle persone con questa maglia, altrimenti rischiano di ricevere una tirata d'orecchio e un (metaforico, ma forte) pugno ben assestato".

Anna sorride.

Inizia il suo riscaldamento, si concentra, visualizza le diverse fasi della gara e ripete il suo mantra: " Posso farlo. Io sono forte. Sono pronta."

 

 

 

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