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ImbolicLa parola equinozio deriva dal latino aequinoctium e significa 'notte uguale al dì'. Infatti la caratteristica fondamentale dell’equinozio di primavera è che la durata delle ore di luce è quasi uguale alla durata delle ore di buio.

L’equinozio di Primavera, (“Luce della Terra”), veniva festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio.

E’ il momento in cui la Natura tutta ci porta un messaggio di rinnovamento, di risveglio delle nostre energie dopo le lunghe notti invernali.

 

La Primavera, contiene in sé il segreto della conoscenza di possenti forze che reggono alla radice la vita della terra: forze luminose e vivificanti, forze abbaglianti.

Lo sciogliersi dei ghiacci che avvertiamo è nel contempo un liberarsi (della forza individuale) e un fiorire (dell’anima). Oggi un compito di sintesi attende l’individuo: quello di riconnettersi ai grandi ritmi della natura e al sacro ciclo dell’anno .

L’Equinozio di Primavera segna proprio il momento dell’unione in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla Luna.

In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra.

In questo girono venivano, solitamente irrigati i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.

Pianta sacra all’Equinozio di Primavera è il trifoglio, associato al Triscele, la ruota sacra a quattro braccia. Questo giorno è celebrato in un punto intermedio nel ciclo delle stagioni tra Imbolc ( 2 febbraio) e Beltane (1° maggio).

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