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NicolettaIl racconto della mia esperienza di allattamento, mi piace definirlo il racconto di una storia d’amore…

Sono mamma di due bimbi, Carla 5 anni e 9 mesi e Gabriele 3 anni e 8 mesi.

Quando sono rimasta in attesa, la prima volta, ho pensato immediatamente, come tutte le future mamme forse, che speravo di avere latte e, quindi di riuscire ad allattare il/la mio/a bimbo/a.

Era un desiderio profondo, radicato saldamente nel mio cuore, anche perché quello mi sembrava il modo più giusto e naturale per donargli amore, oltre che nutrimento.

 

Nel 2012 è nata Carla, la struttura che mi ha accolta (si, posso dirlo molto serenamente, ho sperimentato l’accoglienza e l’empatia verso la donna, nel suo momento di maggiore fragilità) ha rispettato tutte le raccomandazioni dell’OMS e la mia piccola ha avuto la possibilità di arrampicarsi su di me, cercare il seno e lì restare nuda per due ore. Così è cominciato il nostro percorso di amore durato 12 mesi.

Fortunatamente non ho incontrato ostacoli o problemi particolari, abbiamo percorso insieme questa strada ed abbiamo vissuto serenamente la scoperta del conoscerci e riconoscerci. Ho allattato a richiesta, rispettando i tempi ed i desideri della mia bimba, esclusivamente fino ai 6 mesi di vita, successivamente abbinando lo svezzamento alle poppate.

Raggiunto l’anno di età, Carla ha mostrato disinteresse per il seno, io credo perché la portata fosse diminuita, così anche in quel caso ho pensato di rispettare la sua volontà, benchè mi dispiacesse recidere quel legame e rinunciare ai momenti di intimità solo nostri. Da un giorno all’altro, quindi, Carla superati i 12 mesi ha smesso di cercare e di prendere il mio seno.

Credo di aver avuto bisogno di più tempo io di lei per metabolizzare il cambiamento, ma comunque abbiamo trovato insieme un nuovo equilibrio.

Nel  2014 è nato Gabriele, anche in questo caso, nonostante la precedente esperienza positiva, i miei timori erano gli stessi…

Tante donne attorno a me, troppe, avevano incontrato difficoltà nell’allattare ed avevano adottato il latte artificiale, cosa che io volevo evitare. Mi dicevo: ci sono riuscita con Carla, ci riuscirò anche ora! Mi spronavo a credere in me stessa e nelle competenze del mio bambino, anche se ogni tanto vacillavo.

Finalmente, quella domenica pomeriggio, arriva tra le mei braccia Gabriele. Anche in questo caso i sanitari sono stati impeccabili (la struttura sanitaria che mi ha accolta questa volta non era la stessa in cui ho messo al mondo Carla) e, così, anche a Gabriele è stato riservato il suo tempo di ambientamento tra le braccia della sua mamma, attaccato al seno.

È cominciato, allora, un nuovo percorso di amore che, da quel giorno, non si è mai interrotto. Gabriele viene ancora allattato a richiesta, nel rispetto dei suoi tempi e delle sue esigenze, anche se ovviamente allo stato attuale la sua richiesta si riduce alla sera quando si va a letto. Desidero continuare questo percorso con lui, fino a quando lui lo vorrà; proprio come è stato per Carla dovrà essere lui a decidere quando interrompere, per il momento io non avverto l’esigenza di farlo.

Sono certa che questa scelta abbia giovato al rapporto con loro ed anche a me, mi ha permesso di incanalare il mio amore, di imparare a comprendere meglio le esigenze dei miei bambini, di rispettare i loro tempi e gioire ancor di più dei loro cambiamenti.

Allattare è uno scambio di energia, è un fluire di sentimenti, è uno scoprirsi giorno dopo giorno.

È la nascita costante di una mamma e di un bimbo, di una diade che insieme traccia la propria strada e la riempie di amore.

Siamo mammiferi, non dobbiamo mai dimenticarlo, e come per tutti i mammiferi allattare è la cosa più naturale che possa esistere.

Crediamo nelle nostre competenze ed in quelle dei nostri “cuccioli”!

 

Nicoletta è una Mamma alla Pari/ Peer Supporter Allattamento in formazione

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