Header new 707x180

 

busy childrenQuando si abbraccia un equilibrio tra Fare ed Essere, la vita diventa Creatività ed Improvvisazione. 

Il Fare ci dona l'esperienza.

L'Essere ci aiuta a prendere il tempo per assimilare tutto ciò che abbiamo imparato facendo. 

Prendere del tempo per riflettere su ciò che abbiamo fatto e su dove stiamo andando, ci permette di decidere cosa fare dopo. Ci dà tempo per assicurarci che stiamo davvero facendo ciò che vogliamo fare e che stiamo facendo progressi nella direzione che sentiamo nostra - e non che stiamo semplicemente occupando del tempo. Se abbiamo preso un cammino che non sentiamo nostro, lo spazio (interiore) dove "Essere" ci aiuterà a fare alcune importanti considerazioni; se stiamo andando in una direzione "sbagliata" (per noi), non dobbiamo andare più velocemente. Dobbiamo smettere. Il nostro Essere informa il nostro Fare.

In questo senso, assicurare ai nostri figli del Tempo di Quiete è importante per consentire loro di interiorizzare le loro esperienze (il loro Fare) e di integrare quelle medesime esperienze nel loro Essere. Noi (ad ogni età) abbiamo bisogno di un posto e di un tempo per  semplicemente "Essere" - un posto in cui possiamo fermarci in solitudine e raccogliere i nostri pensieri, ove aver tempo per esaminare quei pensieri.

 

 

I bambini hanno bisogno di occasioni per "semplicemente" stare seduti, riposare, osservare, esplorare tranquillamente e Essere. Dobbiamo offrire un equilibrio tra attività e tempo tranquillo e indisturbato.

La tendenza attuale è quella di riempire e gestire le giornate dei bambini, tra lezioni di ginnastica, nuoto, ballo, calcio. Il motto più diffuso è "devono imparare di più e non devono annoiarsi".

E' importante garantire un equilibrio. Se un bambino, per esempio, è interessato allo studio delle rocce, un adulto può offrire un po 'di informazioni - magari indicando la diversa struttura delle rocce (ignee, sedimentarie o metamorfiche) - per poi allontanarsi, offrendo al bambino la tranquilla opportunità di fare ulteriori esplorazioni, pensare o semplicemente consolidare informazioni nuove e vecchie.

Se consideriamo il nostro approccio individuale di apprendimento, possiamo renderci conto che si impara meglio quando si sceglie autonomamente l'attività e quando si prova soddisfazione nel farlo. Possiamo anche concretamente renderci conto che questa passione necessita anche di pause, di riposo e di fasi di contemplazione per unificare i pensieri.

Quando siamo mentalmente bloccati nello sviluppi di un progetto, capita che una semplice passeggiata nella natura ci aiuti a sbloccarci ed a consolidare nuove idee, congiungendo le impressioni alle intenzioni.

Nel percorso di apprendimento (la c.d. istruzione) e di crescita esistono i medesimi bisogni.

Selezionando e scegliendo cosa fare, i nostri figli ci rivelano chi sono. 

Prendendo del tempo per scegliere, l'apprendimento diventa personale e potente. 

Attraverso le loro scelte, i nostri figli ci raccontano i loro disappunti, i loro interessi, le loro passioni, le loro debolezze e le loro forze. Tutto inizia con la tranquillità e con quel tempo di quiete che raramente viene tutelato o ritenuto prioritario dagli adulti.

Quando imponiamo ai nostri figli un lavoro (uno sport, un hobby, un impegno) che non tocca il modo potente il loro Essere, senza oltretutto rispettare anche i momenti di quiete e sedimentazione, creiamo un interferenza - se vogliamo possiamo dire - un disservizio. 

I nostri bambini hanno bisogno di momenti tranquillo per consentire l'azione del pensiero (Cartesio ci ricorda "cogito ergo sum").

Abbiamo tutti bisogno anche di momenti tranquilli, di sederci e di pensare, del tempo per non fare niente. Il tempo di (apparente) quiete è importante.

 

Articolo a cura di Marika Novaresio

FacebookTwitterGoogle Bookmarks