copertina compagni di viaggioDurante la lettura del libro che sto ora recensendo, mi arriva una chiamata e mi dicono che se ne è andata una persona a me cara. C'è stato un insieme di sentimenti e questo libro mi ha aiutato a riflettere su certi temi che a noi genitori possono e devono farci riflettere.

Con il passare delle pagine, l’autrice si sofferma anche sull’aspetto di perdere una persona, e mi ritrovo in queste parole “una persona amata ci ha lasciato a un certo punto della nostra vita, facendosi credere che il viaggio in due sia sempre destinato ad interrompersi. Se però guardiamo questo evento con altri occhi potremo accorgerci che in realtà non si è trattato di un viaggio interrotto ma di una missione compiuta! Ci siamo accompagnati per un tratto di strada e questa esperienza ci ha permesso di crescere ed acquisire saggezza”.

Il libro si intitola “Compagni di viaggio, come adulti e bambini insieme possono aiutarsi a guarire”, dell’autrice Elena Balsamo, pubblicato dall’editore Il Leone Verde.

Il libro si accosta a tematiche riguardanti la maternità e paternità con consapevolezza, con tanta voglia di conoscere e sperimentare nuove modalità di cura dei nostri bambini, ma soprattutto della nostra salute:  “tutti, indistintamente, possiamo essere compagni in questo affascinante viaggio chiamato Vita”. Questo testo pone domande, offrendo spunti di ricerca per chi vuole essere cosciente della propria salute e non un consumatore di cure mediche preconfezionate.

L’autrice parla di salute, di che cos’è e di cosa si può fare per coltivarla, ma soprattutto racconta con semplicità di come i genitori possono aiutare i propri figli a crescere “in forza e bellezza”. Viene spiegato a più riprese che la salute è essere innamorati della Vita, molti di noi hanno una visione in negativo, pensano cioè che essere sani significhi semplicemente non essere malati.  Eppure la salute è senso di benessere, la sensazione di stare bene nel proprio corpo, di essere appagati nell’anima; la salute è gioia di vivere.

Il periodo perinatale è il più importante della nostra vita perché contiene la matrice, vale a dire una sorta di riassunto concentrato dei nostri traumi più antichi, quelli che l’anima si porta dietro di vita in vita, o quelli della storia familiare del nostro albero genealogico.

I problemi del nostro presente sono in qualche modo le soluzioni inconsce del passato.

Quando accade un evento traumatico il nostro primo bisogno è il contatto. Se lo troviamo, per esempio grazie ad una persona che ci tiene la mano e ci fa sentire la sua presenza, immediatamente ci sentiamo al sicuro e riusciamo ad affrontare la situazione difficile senza viverla come un trauma. Invero i bambini, soprattutto quando ancora non verbalizzano, possono non essere in grado di parlare dei loro traumi ma ce li riferiscono drammatizzandoli attraverso il gioco.

Per guarire occorre mettersi in viaggio, con coraggio e fiducia, capire qual è il prossimo passo che ci attende. Può essere d’aiuto tenere un diario del viaggio, favorirà il ricordare di ogni meta raggiunta per dare fiducia a proseguire e non avere timore di chiedere aiuto quando si ha bisogno.

Può essere terapeutico la visione della bellezza di un paesaggio, di un fiore o anche di un oggetto, di un’immagine, di una musica o un libro, per ritrovare la felicità e speranza. Una forma di terapia può essere anche il cibo, risveglia i sensi, e cucinare con i bambini è come raccontare loro una fiaba e impastare è come modellare la propria vita. Inoltre, può rivelarsi uno strumento terapeutico anche il riordino, infatti uno dei principi base del metodo Konmari è che non bisogna pensare a cosa buttare ma a cosa tenere e bisogna tenere solo ciò che ci dà gioia e ci fa brillare gli occhi.

Inoltre, in un capitolo viene spiegato alle famiglie una risorsa terapeutica ancora non abbastanza nota, quale la floriterapia, in un modo facilmente accessibile ma nello stesso tempo completo, mettendone in risalto l’aspetto spirituale.

L’autrice consiglia di affidarsi a terapeuti qualificati, purtroppo oggigiorno si trova di tutto e ci sono finti terapisti che possono causare disorientamento e danni alle persone. Intanto, il primo passo per intraprendere una terapia è acquisire la consapevolezza di averne bisogno.

Trovo utilissimi i suggerimenti per stare bene con sé stessi e quando si è molto giù di morale, possono essere i seguenti: concedersi il dovuto riposo delegando ad altri compiti e doveri; circondarsi di persone positive, allegre e rassicuranti ed evitare quelle negative, che ci spaventano o ci criticano; farsi preparare o prepararsi un buon cibo, qualcosa che ci piace e ci attira in quel momento; fare qualche passo all’aria aperta in mezzo alla natura, senza fretta, osservando ciò che ci circonda e respirando ad ogni passo; farsi fare un massaggio, anche solo ai piedi.

Da quando sono mamma rivivo le mie esperienze passate, momenti vissuti con i mie genitori durante l’infanzia, anche per questo cerco di migliorarmi e di non commettere errori commessi nel mio trascorso, come essere cresciuta in una famiglia che non ha avuto basi di una educazione empatica. Anch’io sbaglierò con mia figlia, ma con la consapevolezza di non causare i miei stessi disagi. Perché secondo voi?

Perché bisogna guardare in faccia il proprio passato per raccontarsi ed esporsi senza lasciare in sospeso nessuna situazione antecedente, questo è il vero atto terapeutico per sé e per gli altri che ci circondano. Come ben spiega l’autrice Balsamo: <<Tutto ciò che noi adulti non abbiamo risolto relativamente alle questioni della nostra vita prenatale, della nostra nascita e della nostra infanzia lo passiamo inconsapevolmente ai nostri figli, che si ritrovano con pesanti fardelli da portare che non appartengono a loro.>>

Spesso occorre solo una parola, un contatto come un abbraccio, un sorriso ed essere ascoltati per trovare il nostro stato interiore di gioia e pace. La vera medicina è anche spirituale, per esempio per me è stato circondarsi di persone positive, allontanarsi da persone ansiose, che possono trasmettere insicurezza e nervosismo; oltre comunicare ciò che si pensa e si prova interiormente.

 

 

 

Recensione a cura di:

Roberta Filippone

Responsabile Nazionale del Progetto : "Leggimi ancora!"

Ass. Custodi del Femminino

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