Header new 707x180

 

contraccetivi ormonaliUna delle invenzioni più rivoluzionarie nella storia delle donne, ha appena compiuto sessant'anni. 

Nel 1956 la FDA ha approvato l'uso della pillola contraccettiva nel Stati Uniti, il che ha signifiicato mettere nelle mani delle donne la gestione e il controllo della propria capacità riproduttiva e quindi della propria sessualità. La separazione tra riproduzione e sessualità è stato uno dei cambiamenti più importanti della rivoluzione sessuale nel mondo occidentale; è stato un passo verso l'autonomia sul proprio corpo e il diritto al piacere e alla decisione.

Tuttavia, la storia ha un lato oscuro.  

 

La ricerca per lo sviluppo della pillola ha implicato che le donne venissero trattate come animali da laboratorio: queste donne non erano state informate dell'esperimento, dei suoi effetti collaterali e non era stato chiesto loro il consenso. I primi test furono eseguiti su donne del Massachusetts, tutte pazienti di John Rock, un ginecologo che faceva parte del gruppo che sviluppò la pillola. Molte donne hanno poco dopo lasciato lo studio perché avevano subito effetti collaterali: infiammazione, trombosi potenzialmente letale e sbalzi d'umore. 

Vedendo ridotto il numero di donne partecipanti allo studio, Rock e il biologo Gregory Pincus sono andati a Puerto Rico. Anche lì molte donne hanno abbandonato lo studio per la comparsa di effetti collaterali, per questo motivo i ricercatori hanno deciso di utilizzare un target di donne che potevano obbligare: le donne internate al manicomio del Massachusetts e le studentesse di medicina a San Juan, Porto Rico. Alla fine riuscirono a sviluppare la pillola anticoncezionale, nella ricerca morirono tre donne e molte altre subirono gli effetti collaterali senza poter lasciare l'esperimento.

 

Contraccezione e depressione 

 

Un paio di mesi fa è stato pubblicato uno studio danese che ha collegato l'uso dei contraccettivi ormonali alla diagnosi di depressione clinica. Lo studio è stato condotto su più di un milione di donne per sei anni, prima e dopo l'uso di contraccettivi ormonali, non solo orali, ma anche cerotti, impianti e dispositivi intrauterini. Questa correlazione è emersa in modo più incisivo tra le adolescenti, le quali hanno presentato un rischio dell'80% più elevato di ricevere una diagnosi di depressione dopo l'uso di contraccettivi.

Lo studio ha immediatamente scatenato critiche che hanno cercato di screditarlo, sottolineando che vi possono essere molti altri fattori che determinano la comparsa di depressione: le donne tendono a ottenere a sviluppare questa patologia in percentuale maggiore rispetto agli uomini, indipendentemente dalla uso di ormoni, inoltre  le ragazze adolescenti hanno più probabilità di diventare depresse, per questioni d'amore, inoltre  ogni corpo reagisce in modo diverso all'uso di droghe e non si può stabilire con certezza una tale correlazione, senza ulteriori studi.

Se è vero che non è così netta e certa la correlazione tra uso dei contraccettivi e diagnosi di depressione, i risultati di questo studio sono comunque importanti e invitano ad approfondire ulteriormente ed a prestare attenzione ad una fenomenologia clinica che può aver coinvolto e coinvolgere migliaia di donne.

Durante questi sessant'anni, le donne hanno infatti sperimentato: sbalzi d'umore, depressione, ansia, per citare alcuni dei molti altri effetti collaterali dell'uso di contraccettivi ormonali. Per Holly Grigg-Spall, tuttavia, sembra che nessuno studio sarà ritenuto abbastanza idoneo dalla comunità medica per prendere sul serio le esperienze delle donne.

E per quanto riguarda le esperienze degli uomini?

 

Recentemente è stato presentato uno studio su un'iniezione ormonale contraccettiva per uomini. Il trattamento consiste nella somministrazione di una combinazione di ormoni (testosterone e noretisterone, un progesterone sintetico) ogni otto settimane.È stato dimostrato che questo mix sopprime con successo la produzione di sperma ed è reversibile al 100% poche settimane dopo l'interruzione del trattamento. Tuttavia, gli effetti collaterali si sono verificati con una frequenza relativamente alta, il che ha portato alla conclusione che non si tratta di un metodo idoneo alla commercializzazione. 

Quali erano quegli effetti collaterali? Dolore nel luogo in cui viene eseguita l'iniezione, acne, aumento della libido e cambiamenti di umore.

Alla luce della pubblicazione di questo studio, nessuno della comunità medica ha fatto dichiarazoni che alludessero, quali motivazioni per questi effetti collaterali, questioni d'amore, sensibilità emozionale mascolina o il fatto che ogni corpo è a sé e che quindi non si può stabilire una chiara correlazione.

La ricerca si è semplicemente fermata e questo contraccettivo ormonale per gli uomini non sarà commercializzato.

Per ora, come per gli antecedenti sessanta anni, i contraccettivi ormonali continueranno a essere sviluppati e commercializzati per le donne.Continueranno a essere prescritti non solo per prevenire una gravidanza, ma per curare l'acne, regolare i cicli, trattare le cisti, ecc. 

Degli oltre venti metodi contraccettivi esistenti, sedici sono per le donne, per lo più ormonali; 

mentre per gli uomini ce ne sono tre: preservativo, vasectomia e rapporti interrotti. 

Questo nonostante il fatto che le donne siano fertili circa sei giorni di ogni ciclo mestruale, dal menarca alla menopausa,

mentre gli uomini sono fertili ogni giorno dalla pubertà alla vecchiaia. 

La gestione della fertilità è una delle migliaia di aree in cui viene espressa la disuguaglianza di genere.

La scienza, la medicina non sono esenti dal sessismo e dalla valutazione differenziata delle esperienze di uomini e donne.

Sandra Harding, un epistemologa femminista ha osservato che la scienza prende l'uomo (bianco, eterosessuale, borghese) come misura del mondo e soggetto universale del sapere, mentre le donne sono concepite come un oggetto di studio, non come soggetto.

 

Cosa possiamo muoverci in questo scenario?

 

Ogni donna deve decidere quale metodo contraccettivo sia meglio per se stessa, tenendo conto delle proprie variabili e circostanze. I contraccettivi ormonali sono stati sicuramente un'invenzione rivoluzionaria e liberatoria in un dato momento storico. Tuttavia, è importante che ogni decisione sul proprio corpo sia presa con libertà, tramite conoscenza (sopratutto di sé stesse), informazione e riconoscimento del valore della propria esperienza.

Di fronte a una scienza e una medicina che rende invisibili, minimizza e non riconosce pienamente le esperienze e disagi, è importante, prima di tutto Conoscersi e Riconoscersi.

Come afferma Erika Irusta , non c'era bisogno di uno studio danese che autorizzasse ed avvalorasse la nostra esperienza con i contraccettivi. Non dobbiamo sopportare gli effetti collaterali che ci feriscono, né normalizzare il dolore e il disagio. Se senti qualcosa, riconoscilo, confermalo e non minimizzarlo.

In secondo luogo, condividi quell'esperienza. E' incredibile quante testimonianze vengano portate ogni volta che sono pubblicati articoli o commenti sui contraccettivi ormonali, e in generale su qualsiasi argomento avente a che fare con il nostro corpo e la salute.

Abbiamo imparato in silenzio, abbiamo sopportato il dolore in silenzio, soprattutto se questo dolore ha avuto a che fare con le nostre vulve, vagine o uteri.

Condividere l'esperienza ci permette di vedere che non siamo le uniche a sentirci così. Nominare e condividere ciò che si sente è un atto in grado di contribuire a creare un contrappeso alla visione che insiste ad imporre un'unica e generale esperienza come norma e criterio del tutto.

In terzo luogo, sviluppa una conoscenza collettiva. La conoscenza è potere e costruirla non deve essere compito di pochi privilegiati. Possiamo tutti costruire conoscenze sul nostro corpo dalla nostra esperienza. 

 

Fidati di te!

 

 

SENTI IL BISOGNO DI APPROFONDIRE LA CONNESSIONE CON IL FEMMININO DENTRO DI TE? Clicca qui

Fonte articolo: http://www.vulvasapiens.net/?p=18398

FacebookTwitterGoogle Bookmarks