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educazione nella prima infanziaHo letto per la prima volta un libro per capire al meglio la pedagogia Steineriana, curiosa di scoprire i principi di tale approccio educativo anche perché nei miei dintorni non esistono scuole Waldorf. Il l libro si intitola  “Educazione nella prima infanzia in casa e all’asilo. L’esperienza degli asili Waldorf “ di Elisabeth M. Grunelius, della casa editrice Filadelfia.

Molto spesso al momento decisivo arriva un “NO” e tutto finisce con una delusione. Ecco allora entrare in causa premi o castighi, ossia strumenti di potere esterni e, con essi, la rinuncia all’elemento pedagogico vero e proprio.

 

Tantissimi bambini crescono assillati da precetti e divieti, ricompense e castighi. I bambini sono connessi alle sensazioni che traggono dall’ambiente ed è una pretesa eccessiva imporre di ricordare degli ordini o dei divieti ricevuti prima di fare qualcosa. Durante il primo settennio i bambini godono della capacità di immedesimarsi completamente nell’attività e nei gesti delle persone che li circondano, ed è così che si appropriano anche del linguaggio. Educare attraverso l’imitazione è ben più impegnativo che educare facendo uso dell’autorità. È attraverso le azioni che giornalmente noi compiano in presenza del bambino che diveniamo i suoi educatori e non in virtù di quello che gli diciamo.

Più volte viene ripreso il concetto che il bambino evolve divenendo un essere ordinato e socievole, se anche l’ambiente in cui vive è ordinato e rispettoso nei suoi confronti.

L’educazione che si cerca di praticare nelle scuole materne Waldorf è tesa ad evitare il più possibile ogni intervento sul naturale sviluppo dell’essere infantile, che possa sconvolgere l’equilibrio del suo stato di coscienza sognante. In poche parole, il bambino viene guidato con i mezzi giusti, cioè con l’esempio e l’imitazione.

Le scuole materne Waldorf sono state create per bambini dai quattro ai sette anni e nel libro viene spiegato ampiamente le attività comuni che si possono proporre ai bambini. Innanzitutto troviamo la pittura e modellare, anche il racconto di fiabe e il canto sono delle attività che riuniscono il gruppo dei bambini. L’euritmia o arte del movimento, offre l’opportunità di imparare a muoversi con gioia e stimola la fantasia nel modo migliore. Anche una bella passeggiata fatta tutti insieme può diventare per i bambini un’occasione di esperienze significative.  Il gioco libero rappresenta la seconda parte dell’attività quotidiana all’asilo e deve svolgersi in modo indipendente da quella che è stata la materia del lavoro di gruppo.

All’asilo, il gioco libero si realizza mettendo a disposizione dei bambini vari giocattoli e materiali, all’aperto o al chiuso, a seconda del tempo e della stagione. Si consiglia: recinto con la sabbia, altalena e cavalli a dondolo, bambole di stoffa imbottite di lana, libri illustrati, pastelli colorati. I bambini si raggruppano liberamente, scelgono quello che vogliono fare e conducono il gioco a modo loro. L’intervento dell’adulto è ridotto al minimo, deve rappresentare una presenza amorevole accanto ai bambini con un’azione liberatoria e benefica. Lo studio dell’Antroposofia deve dare alla maestra lo stimolo e la capacità di agire nel modo giusto nelle varie situazioni che si possono creare nel gruppo dei bambini. La vita al nido deve seguire il modello della vita familiare in modo che il bambino si senta circondato di quel calore e di quella dedizione che per lui sono una necessità vitale.

Durante i pasti andrebbero evitati alla presenza dei bambini, riferimenti alla vita di lavoro, soprattutto se si tratta di esperienze e di sentimenti che rispecchiano atteggiamenti di delusioni.  Il disagio di molti bambini che manifestano durante i pasti e la loro frequente inappetenza spesso non sono altro che una reazione ai discorsi che sentono fare a tavola.

Nei confronti del bambino piccolo la nostra funzione di educatori si esplica soprattutto attraverso il comportamento. Così, davanti a lui, dovremmo sentirci un po’ come se fossimo in scena, su un palcoscenico dove ogni gesto e ogni tomo di voce ha la sua importanza.

Un libro che spiega che la Pedagogia Waldorf per l’età prescolare è la risposta ad una esigenza sociale del nostro tempo. Mi ha colpito di questo approccio l’importanza alle materie artistiche e artigianali, invece sul classico studio di argomenti basati su schede e moduli didattici. È una pedagogia che insegna l’amore per la natura e il rispetto dell’ambiente, infatti si consiglia di far vivere i bambini in campagna; una disciplina dedicata alla necessità di evoluzione a tutela del bambino.

 

 

 

Recensione a cura di:

Roberta Filippone

Responsabile Nazionale del Progetto : "Leggimi ancora!"

Ass. Custodi del Femminino

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