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altra educazione possibileOggi vi parlo del libro dell’autrice e pedagogista Daniela Scandurra, Un’altra educazione è possibile, La risposta montessoriana ai bisogni dei bambini”,  pubblicato da Publistampa Edizioni.

Nella prefazione mi ha colpito un passo, il libro mostra a madri e padri come osservare e rispettare fin dalla nascita il tempo unico e non rinviabile di ogni bambino, come onorarne la crescita anziché imporre e programmare al suo posto.  È un testo che invita a comprendere che Montessori non è un metodo, ma uno stile di vita che può tramutarsi in uno strumento rivoluzionario per la relazione con il proprio figlio. Si tratta di uneducazione sentimentale, capace di trasformare il senso dell’essere genitore e dell’accoglienza della nuova generazione. La nostra società pensa poco al bambino e le sue necessità, ma seguendo tale approccio si offre al bambino l’opportunità di esprimersi per chi veramente egli è.  

 

Il cervello del bambino non è una miniatura del cervello adulto, ma un organo diverso che continua a trasformarsi e modificarsi e che possiede enormi potenzialità di apprendimento. Esempi di potenzialità sono l’acquisizione del linguaggio e lo sviluppo del movimento. Non occorre insegnare ai bambini a parlare.

Viene spiegato a più riprese come l’ambiente deve essere favorevole al suo sviluppo, e come aiutarlo a crearsi un ordine mentale. Il bambino ancora per tanto tempo avrà bisogno di riconoscere e ritrovare ogni oggetto, ogni cosa al suo posto. Successivamente, il bambino mostrerà l’esigenza di cambiare, il gusto della sorpresa e delle novità.

Secondo la Montessori il periodo dell’infanzia, è l’età del “massimo sforzo”, un periodo in cui il bambino vuole spostare oggetti pesanti, fare esperienze che sollecitino l’uso emozionante delle capacità corporee come saltare, cadere, tuffarsi, scivolare, arrampicarsi.

Vi è un capitolo su cosa proporre come giochi, per esempio oggetti in legno e   leggeri, proporzionati alle loro mani come piccoli sonagli, nastri colorati, e oggetti che abbiano caratteristiche sensoriali differenti.  

Lasciamo che il bambino ci “guida”, a farci comprendere quali siano le sue reali necessità, come saper riconoscere il momento giusto per intervenire e non disturbare.

Spesso quando si parla di “disciplina”, si associa il termine a punizioni o castighi, perché gli adulti desiderano che imparino a ubbidire senza indugio e a comportarsi in modo accettabile. L’autrice espone con disinvoltura come gestire le loro emozioni, a mettersi nei panni del bambino, a comprendere che ad ogni loro azione corrisponde una conseguenza. Il bambino deve sentire che “vuole” obbedirci, perché ci ama e non per paura.

Ho trovato interessante la spiegazione della spiritualità per la Montessori, che non si riferisce esclusivamente alla religione, ma alla dimensione psichica dell’uomo. Tale dimensione nasce dal sentirsi identificati come soggetti degni di amore e rispetto, ma anche dalla consapevolezza di saper amare e rispettare gli altri.

Gli adulti devono avere più pazienza (anche se spesso è difficile rimanere calmi!) a comprendere i bisogni del proprio figlio, dare importanza alla capacità di ascolto e del dialogo in famiglia, per accoglierlo nel suo essere, e aiutarlo a diventare protagonista della sua storia.

 

 

Recensione a cura di:

Roberta Filippone

Responsabile Nazionale del Progetto : "Leggimi ancora!"

Ass. Custodi del Femminino

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