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NESSUNO PUO COSTRINGERTI"Nessuno può costringerti ad avere un cesareo." Lo si dice spesso!

<<Non preoccuparti

... dell’assenza di protocolli VBAC

... del fatto che la tua ostetrica, il/la ginecologo/a o il reparto non ti supportino

... che ti abbiano imposto un limite entro le 40 settimane

... [inserisci qui un altro ostacolo al VBAC] nessuno può costringerti ad avere un cesareo.>>

 

 

E' proprio così?

Sì e no...

O meglio, a livello giuridico: Sì, è corretto, nessuno può obbligarti legalmente a un taglio cesareo.

L’ACOG nelle linee guida al VBAC scrive che "le politiche restrittive al VBAC non dovrebbero essere usate per costringere le donne a subire un parto cesareo contro la loro volontà".

Tuttavia la realtà può avere sfumature ben diverse!

Raramente l’istantanea contempla una donna che urla "Io non acconsento" mentre viene portata in sala operatoria, anche se è successo.

Il tutto avviene per lo più attraverso le bugie, attraverso la paura.

"Il rischio di rottura uterina è del 25%."

"Vuoi un bambino sano o una precisa esperienza di parto?"

La politica ospedaliera e le preferenze del professionista sanitario vengono presentate come sostitutive del diritto della donna a declinare la chirurgia.

"Nessuno fa VBAC qui."

"È contro la nostra politica".

"Non permettiamo VBAC."

Oppure vengono assegnate scadenze irragionevoli dando alla donna l'illusione della scelta.

"Devi entrare in travaglio entro 39 settimane."

"Il tuo travaglio non può essere più lungo di 12 ore."

"Ti devi dilatare di almeno 1 centimetro all'ora."

Oppure può essere un processo lento in cui il professionista apparentemente dichiara il suo supporto, per poi ritirarlo via via nel tempo, sostituendo parole di incoraggiamento con quelle di cautela.

Può essere semplice come, "Il tuo bambino è in sofferenza."

Come fai a sapere se è davvero così o no? Quale genitore è disposto a correre questo rischio?

Alcune persone suggeriscono che i genitori dovrebbero imparare come interpretare i tassi cardiaci fetali in modo che possano valutare lo stato di salute del loro bambino. Questa è un'aspettativa del tutto irragionevole per chi non è un professionista sanitario, specialmente quando si è in travaglio. È tanto un'arte quanto una scienza.

In breve, la coercizione spesso non avviene per forza fisica (manu militari), bensì attraverso la manipolazione. Questo è il motivo per cui vale la pena dedicare tempo e sforzi alla ricerca di un/a professionista di supporto che custodisca la vostra nascita.

Non pensare solo: "Bene, posso assumere qualcuno e semplicemente rifiutare".

Questo è solo uno dei tanti miti in circolazione.

Finché dall’alto delle istituzioni e del contesto medico-sanitario non giungerà comprensione, uniformità e rispetto per la Nascita, c’è una sola ed importante cosa che possiamo fare noi Donne e Madri, tutelare la Nascita informandoci e facendoci accompagnare da quel mondo ostetrico che lotta al nostro fianco, custodendoci.

I reali cambiamenti vengono generati dal basso.

 

Se anche tu vuoi ricevere e condividere informazioni sui luoghi del parto italiani a supporto del VBAC, puoi unirti al gruppo fb Progetto VBAC Italia

 

 

Articolo a cura di Marika Novaresio,

giurista sui diritti intorno alla nascita, VBAC Professional Member e Co-fondatrice del Progetto VBAC Italia

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