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breathtaking breastfeeding pictureUn’educazione empatica ed attenta - che poggia su una pronta ed appropriata risposta ai bisogni di un bambino - è un importante perno per la salute, il benessere e lo sviluppo dei bambini [1]. Quando i bambini si sentono sicuri nella relazione di cura genitoriale, sviluppano un buon equilibrio da un punto di vista sociale, educativo ed emotivo [2].

Un’educazione empatica si concretizza in molti modi e sfaccettature, tuttavia uno degli aspetti centrali di questa relazione nei primissimi tempi è l’alimentazione a richiesta. Rispondere ai bisogni nutrizionali di un bambino (sia di fame che di sazietà) è un passo importante per aiutare un bambino a sviluppare non solo una relazione di attaccamento sicura, ma anche a stabilire comportamenti alimentari positivi a lungo termine. L'alimentazione a richiesta sfrutta la naturale capacità di un bambino piccolo di regolare l'assunzione di calorie - elemento che può venire meno nel corso della crescita [3]. Nutrirsi quando hanno fame per poi fermarsi quando sono sazi, li aiuta a conservare questa abilità [4].

 

La nozione di alimentazione a richiesta può far nascere significative preoccupazioni nei neogenitori, in particolare in relazione alla frequenza delle poppate dei bambini allattati al seno. Alcuni, infatti, interpretano le poppate frequenti come un segno che il bambino non stia prendendo abbastanza latte, apprensione acutizzata dal non essere in grado di vedere quanto latte sta effettivamente assumendo il bambino. Altri potrebbero domandarsi se i bambini debbano imparare a poppare meno frequentemente di quanto fanno...

Rispondere ai segnali naturali di un bambino è un passo fondamentale per stabilire la giusta prodizione di latte e favorire un'adeguata crescita ed un sano sviluppo.

Quanto spesso devono poppare i bambini allattati al seno?

Come per ogni ambito umano, la frequenza con cui un bambino spontaneamente chiederà di poppare, varierà soggettivamente. Tuttavia studi che hanno indagato questo aspetto, hanno evidenziato che la maggior parte dei bambini fa tra le 8 e le 12 poppate ogni 24 ore, anche se alcuni poppano molto di più (fino a circa 18 volte). La maggior parte tende a poppare circa 11 - 12 volte in  24 ore [5].

Nello specifico, i bisogni calorici dei bambini non cambiano molto dopo le prime settimane, ma diventano in grado di assumere quantità più copiose a poppata.

Ciò significa che, intorno circa alle 8 -12 settimane, alcuni bambini iniziano a poppare a intervalli più lunghi. E' bene però ricordare che questo schema-ritmo non rimane necessariamente fisso.

Gli studi che hanno seguito questo percorso longitudinalmente, hanno scoperto che molti bambini iniziano a nutrirsi meno spesso, ma poi ricominciano a poppare di nuovo più frequentemente (come un neonato) intorno ai 4 mesi, prima di diminuire nuovamente il numero di poppate, per poi riaumentarle (verso l'anno e successivamente verso i 24 mesi, ad ondate fisiologiche che confluiranno naturalmente nel termine dell'allattamento). Questo processo si adatta al "picco di crescita dei quattro mesi" comunemente osservato, il che è spesso interpretato in modo errato come un bisogno di cibi solidi [6].

Tuttavia, come avviene in ogni ambito umano, alcuni bambini continueranno a fare poppate brevi e frequenti ì fino a quando non introdurranno i cibi solidi (e anche successivamente).

E’ come capita a noi adulti: alcuni di noi preferiscono fare pasti fissi, mentre altri preferiscono fare più spuntini.

In aggiunta, la maggior parte dei bambini non poppa naturalmente ad un ritmo prestabilito, ad esempio ogni tre ore. Se è loro permesso di poppare ogni volta che lo desiderano, molti bambini allattati al seno mantengono la propria competenza nell’alimentarsi in base alla fame, il che non rientra in un modello prestabilito – ma, pensiamoci, quanti adulti mangiano o bevono veramente a intervalli precisi? [7].

Variazioni avvengono anche in base al contenuto del latte materno. La ricerca ha dimostrato che il contenuto di grassi può variare tra donna e donna e, nella stessa donna, nel corso della stessa giornata [8].

Durante la poppata, il latte diventa più denso di grasso man mano che la poppata procede. Il contenuto di grassi e la densità di energia sono anche più elevate durante il giorno rispetto alla notte [9].

La frequenza delle poppate dipende, poi, anche dal contesto. Nella cultura occidentale la nostra norma è di separarci in qualche misura dai nostri bambini.

Il bambino che viene portato in fascia per la maggior parte del giorno e che dorme facendo co-sleeping, è “normale” da una prospettiva evolutiva, ma non è comune né accolto nella nostra società di oggi.

In parole povere, ciò significa che i bambini non hanno sempre accesso al seno in modo facile e senza impedimenti. Al contrario, nelle culture in cui il co-sleeping e il portare in fascia i bambini sono fattori comuni, i bambini hanno libero accesso al seno e si nutrono molto più frequentemente di quanto noi siamo soliti reputare “normale e tollerabile”  [9-10-11-12]

 

Perché i bambini hanno bisogno di poppare così spesso?

In primo luogo, il latte materno è a basso contenuto di grassi e proteine ​​ma ricco di carboidrati e lattosio, il che lo rende facile - e veloce - da digerire. È più facilmente digeribile rispetto al latte artificiale, ciò  significa che i bambini allattati al seno, spesso si nutrono più frequentemente dei bambini allattati artificialmente (approssimativamente ogni due ore rispetto alle tre ore per i bambini allattati artificialmente) [13] .

I bambini allattati al seno svuotano lo stomaco più velocemente dei bambini allattati artificialmente, per intenderci in media il 75% dei bambini allattati al seno è a digiuno nel giro di entro 3 ore dall'ultima poppata, rispetto al 17% dei bambini alimentati con formula [14].

Inoltre, nella panoramica del singolo pasto, i bambini allattati al seno tendono ad assumere meno latte rispetto ai bambini allattati artificialmente, preferendo ingerire poco ma spesso. La pancia di un bambino ha una capacità massima di 90 ml. I bambini allattati al seno tendono ad ingerire quantità più piccole, non riempendo completamente il loro stomaco. Nei primi sei mesi i bambini hanno bisogno di circa 750 ml di latte al giorno, il che significa che, anche alla massima capacità, devono nutrirsi circa ogni tre ore [14] . La ricerca ha dimostrato che i bambini alimentati con latte artificiale assumono più latte dal primo giorno di vita (circa il doppio del primo giorno e tre volte di più dal secondo giorno) [15].

 

Perché allattare a richiesta è così importante?

Soddisfare le frequenti e imprevedibili esigenze di alimentazione di un bambino allattato al seno può essere percepito come impegnativo: un motivo diffuso a causa del quale alcune madri decidono di interrompere l'allattamento – sia per colpa dell'ansia che qualcosa non vada, o per la convinzione che la formula offrirà un programma di alimentazione più idoneo [16]. Tuttavia, l’allattamento a richiesta, non solo è normale, ma è importante per una serie di motivi.

Allattare a richiesta è particolarmente importante perché è intrinsecamente legato alla calibrazione e al mantenimento di una buona produzione di latte materno. Il latte materno inizia a essere prodotto in piccole quantità durante la gravidanza. Una volta data alla luce la placenta, la produzione vera e propria si innesta, sostenuta dai picchi di ormoni come prolattina e ossitocina [17].

Tuttavia, una volta che questa ondata iniziale si è verificata, una delle cose più importanti per la produzione di latte materno è stimolare frequentemente il seno. Semplicemente, più latte viene rimosso dal seno (da un bambino o tramite estrazione manuale o con tiralatte), più latte viene prodotto [18]. Uno studio - che ha incluso due gruppo: uno con allattamento a richiesta e l'altro con allattamento ad orari - ha rilevato che i bambini che sono stati allattati a richiesta, hanno assunto un terzo di latte in più [19].

Poiché l'alimentazione a richiesta è legata a una migliore produzione di latte, essa ha un impatto positivi sugli esiti neonatali ed infantili. L’allattamento a richiesta è associato ad una più veloce transizione da colostro a latte maturo nel post partum [20], con esiti più positivi nel recupero del peso alla nascita [19], oltre che un rischio inferiore di ittero [21].

Al contrario, l'integrazione con latte artificiale, in particolare nei primi giorni e nelle settimane, può portare a un calo dell'offerta, o difficoltà con l’attacco [22]. L'uso del ciuccio può anche ridurre l'assunzione di latte in quanto può causare un ritardo nella frequenza delle poppate. I bambini che usano un ciuccio si nutrono in media per mezz'ora in meno ogni giorno, il che equivale ad una minore assimilazione di nutrienti e calorie [23].

Sulla base di ciò, non sorprende che i bambini allattati a richiesta abbiano maggiori probabilità di continuare ad essere allattati a termine [24-25-26].

E per quanto riguarda le poppate notturne?

I bisogni dei bambini non cessano di esistere semplicemente perché fuori è buio. Uno dei principali bisogni che i bambini hanno di notte è quello di nutrirsi. Lo stomaco del bambino ha ancora le stesse dimensioni che aveva di giorno e il latte materno è sempre facilmente digeribile anche durante la notte. La ricerca suggerisce che il ritmo circadiano naturale del giorno e della notte di un bambino non inizia ad acquistare un suo equilibrio se non dopo i 2 mesi. Fino a quel momento, il concetto di dormire per un lungo periodo di tempo non è qualcosa a cui i bambini sono fisiologicamente progettati - e anche successivamente a questa età, può volerci un po' per prendere l'abitudine [27]. In aggiunta, l’allattamento aiuta a stabilire un ritmo circadiano ben equilibrato (ne abbiamo parlato qui).

Tutto molto bello, eppure la nostra società continua a venderci il mito che i bambini dovrebbero iniziare a dormire tutta la notte dopo le prime settimane e che portarli a questo stadio è un risultato da raggiungere seguendo determinati schemi o metodi.

A sua volta, il risveglio notturno è protettivo. I bambini vogliono essere vicini alla madre di notte e dormire in sicurezza vicino, aiuta i bambini a mantenere la giusta temperatura [28], la frequenza cardiaca [29] e una respirazione più regolare [30]. Dormire troppo profondamente può essere un fattore di rischio per la SIDS [31].

Le ricerche che hanno indagato il risveglio notturno nel primo anno ha evidenziato che il 30-80% dei bambini si sveglia ancora almeno una volta nel primo anno di vita e la maggior parte di essi  fa almeno due risvegli [32-33].

L'alimentazione notturna è anche un fattore importante nel sostenere l'allattamento al seno. In primo luogo, l'organismo prende in considerazione le poppate durante la notte quando stabilisce l'approvvigionamento di latte. I bambini assimilano circa un terzo del loro appoviggionamento di latte durante la notte (sebbene nei bambini nelle culture in cui il co-sleeping è la norma, questo può salire al 50% in quanto molti sono occupati e distratti durante il giorno)[34]

Le poppate notturne sono importanti anche da un punto di vista ormonale. La prolattina è legata alla produzione di latte; generalmente più i livelli di prolattina sono alti, più è abbondante la produzione. I livelli di prolattina sono per loro natura più elevati durante la notte, ma aumentano ulteriormente quando il bambino si nutre, quindi le poppate notturne sono una grande risorsa per aumentare realmente i livelli e aiutare la produzione di latte [35].

A volte i genitori si preoccupano del fatto che il loro bambino continui a poppare durante la notte sulla base dei miti che narranoche

a) i bambini dovrebbero dormire tutta la notte

b) l'allattamento al seno contribuisce ai risvegli notturni.

Può essere interessante sapere che uno studio ha scoperto che i bambini allattati al seno, di età compresa tra 6 e 12 mesi, si nutrivano di più di notte rispetto ai bambini alimentati con la formula. Tuttavia non si svegliavano di più. In altre parole, è emerso che l'allattamento al seno è un ottimo strumento per incoraggiare il bambino a tornare rapidamente a dormire [36-37-38].

In effetti, due studi che hanno esplorato i ritmi di sonno delle madri che allattano al seno e in formula, hanno rilevato che le madri che allattano hanno complessivamente più ore di sonno alle spalle, oltre al fatto che hanno livelli di benessere più alti [39]: mentre un altro studio ha rilevato che le madri che allattano al seno tendono ad avere più ore di riposo notturno alle spalle (rispetto alle madri che danno la formula) perché ci mettono meno tempo a farli riaddormentare [40].

Quando i genitori decidono di instaurare uno schema di pasti ad orario, uno dei luoghi comuni in cui si imbattono e da cui partono è quello di cercare di ridurre i pasti notturni e, più in generale, di incoraggiare "a dormire tutta la notte". Tuttavia l’intento di ridurre il risveglio notturno nei bambini di età compresa tra 6 e 12 mesi sebbene possa effettivamente determinare dei sonni coercitivamente più lunghi, è assocato ad una drastica e rapida diminuzione dei i tassi di allattamento al seno [41].

Nutrire responsabilmente è quindi un elemento critico per stabilire e mantenere l'approvvigionamento di latte, sostenere l'aumento di peso e promuovere comportamenti alimentari positivi a lungo termine nei bambini. Ancora più importante, è la norma e l'aspettativa biologica nei  bambini piccoli: un elemento centrale nella relazione genitori-figlio.

Allattare a richiesta può essere impegnativo per le madri e, come società, piuttosto che cercare di normalizzare la routine e l'alimentazione a schema programmato, dovremmo volgere l’attenzione su come sostenere al meglio le nuove famiglie.

Supportare nella gestione quotidiana le madri ossia prendersi cura di loro mentre loro si stanno prendendo cura dei loro bambini, sostenere la nuova famiglia…è questo che servirebbe realmente!

 

 

Articolo a cura di Marika Novaresio, responsabile progetto Allattamento di Custodi Del Femminino

 

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Riferimenti e collegamenti

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