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poppate notturneQualcuno ti ha detto che il tuo bambino non ha più bisogno di poppare la sera dopo una certa età? 

Un’età che, ovviamente, varia spesso dall’interlocutore di turno...

Eppure la scienza ci conferma ciò che una mamma intimamente già sa, ossia che questo suggerimento non è fondato!

Perché? Perché ogni diade è diversa e questa differenza sostanziale influenza i bisogni del/la bambino/a anche in merito alle poppate notturne. 

Alcuni bambini hanno realmente e visceralmente bisogno di poppare durante la notte, a sei mesi, così come otto mesi e oltre. 

Per capire meglio il discorso, rivediamo insieme come funziona la produzione di latte.

 


Sono due le dinamiche di base che influenzano la produzione di latte. 

  1. "il grado di pienezza del seno", espressione che si riferisce a un concetto semplice: i seni svuotati stimolano una produzione di latte, maggiore e più veloce, mentre la sensazione di seno pieno e teso manda l’input di ridurre la produzione in quel dato momento (meccanismo utile per proteggere la mamma da ingorghi) [1]  - Ne abbiamo anche parlato qui
  2. Capacità di conservazione del seno
    Questa seconda dinamica di base si riferisce a una caratteristica fisica nota come capacità di immagazzinamento del seno, la quale varia in ogni donna. [2] Questa differenza fisica spiega in piccola parte perché gli schemi di poppata possano variare così tanto tra diade e diade, e quindi perché un bambino allattato al seno potrebbe non aver bisogno di allattare la sera, mentre un altro sì (è bene ricordare, però, che i fattori che determinano differenze sugli schemi di poppata, sono molti e variegati)

La capacità di immagazzinare il seno è la quantità di latte che il tuo seno riesce a contenere nelle ghiandole mammarie (il parametro è il momento “più pieno” all’interno di una giornata). La capacità di immagazzinamento non è correlata alla dimensione del seno, la quale varia principalmente dalla quantità di tessuto adiposo presente nel seno. In altre parole, le madri con un seno più piccolo possono avere una grande capacità di immagazzinamento, mentre madri con un seno più grande possono avere una piccola capacità.

Sia le madri con una “grande” capacità che quelle con “piccola” capacità, producono molto più latte di quanti i loro bambini ne abbiano bisogno durante la giornata. 

Quello che si può notare è, invece, una differenza negli schemi circadiani di poppata. [3]

Dopo i primi mesi, una madre con una grande capacità di immagazzinamento può notare che il suo bambino: 


• È soddisfatto poppando ad un solo seno nella maggioranza o in tutte le poppate quotidiane (ossia non richiede il secondo seno). 
• Finisce di poppare in "poco" tempo.
• Cresce adeguatamente con un numero inferiore di pasti al giorno rispetto agli otto pasti considerati come media. 
• Dorme per intervalli più lunghi della media durante la notte.

Attenzione, si tratta di una schematizzazione da manuale. Prendila con elasticità e in tutti i suoi limiti!

Noi umani, siamo meravigliosamente dinamici (poco da manuale)!

Inoltre, ancora una volta, ciò che è importante per la crescita sana di un bambino non è la quantità di latte che riceve ad ogni poppata, ma piuttosto quanto latte consuma in una giornata di ventiquattro ore.[4]

Come si applica questo discorso alle poppate notturne? 

Una madre con una grande capacità di immagazzinamento tende a sentire il seno teso e pieno, molto dopo rispetto a chi ha una “capacità minore”. 

In altre parole, se il tuo seno ha una capacità media o piccola di conservazione del seno, le poppate notturne potrebbero dover continuare per molti mesi per supportare una stabile e ben calibrata produzione di latte. 

Ricordiamolo ancora una volta: ciò che è importante non è la quantità di latte che un bambino riceve ad ogni singola poppata, ma quanto latte consuma in una giornata di ventiquattro ore. 

Quindi, soprattutto i primi mesi, costringere un bambino (in modo coattivo) a strategie per dilazionare la frequenza delle poppate, può determinare una minore produzione di latte.

E’ anche fondamentale sottolineare che, per quanto il ruolo nutrizionale del latte materno sia indiscutibile, questo nettare non è solo alimentazione!

Esso viene incontro ai tantissimi bisogni emozionali, evolutivi e psicologici del/la bambino/a! Queste poppate non danno solo pura sazietà fisica!

In questo piccolo approfondimento, abbiamo messo insieme varie nozioni tecniche che sono sicuramente utili per una maggiore conoscenza, ma che nella vita reale hanno poco impatto perché ciò che davvero conta è il riconoscimento della competenza della Diade madre-bambino/a.

Voi sapete quali sono i ritmi giusti per voi:

il tuo bambino/la tua bambina nasce con un’istintiva competenza che lo/la guida anche nei ritmi delle poppate! 

E tu, mamma, ascoltandolo/a doni la preziosa conferma di tutto ciò. 

Accogliendo i suoi ritmi, le/gli stai dicendo:  “Ti ascolto, so che sai cos’è meglio per te! Sei una persona competente e capace!”.

Esiste un messaggio migliore da un punto di vista umano ed educativo?

Allo stesso tempo, anche tu sei competente!

Lo so, ti capita di sentirti confusa ed incerta! Vorresti qualcuno che dall’esterno ti guidasse e ti dicesse cosa fare, come e quando.

Dall’esterno ci sono molte persone che posso supportarvi, ma nessuna potrà mai sostituirsi a Te! Fidati di te, accogli le tue sensazioni e percezioni!

 

Articolo a cura di Marika Novaresio, responsabile progetto Allattamento 

 

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Bibliografia:

1. Daly, S. E., Kent, J. C., Owens, R. A., & Hartmann, P. E. (1996). Frequency and degree of milk removal and the short-term control of human milk synthesis,, Experimental Physiology 81(5), 861-875

2. Cregan, M. D., & Hartmann, P. E. (1999). . Computerized breast measurement from conception to weaning: clinical implications. 89-96 Journal of Human Lact 15(2)

3. Kent, J. C., Mitoulas, L. R., Cregan, M. D., Ramsay, D. T., Doherty, D. A., & Hartmann, P. E. (2006). , Volume and frequency of breastfeedings and fat content of breast milk throughout the dayPediatrics, 117(3), e387-395

4. Kent, J. C. (2007). How breastfeeding works. Journal of Midwifery & Women's Health, 52(6), 564-570.

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