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hands and feetLutto perinatale e allattamento

L'esperienza di perdere un bambino è qualcosa che nessuna donna o famiglia dovrebbe attraversare, eppure sono molte le mamme e i papà, che ogni giorno, si trovano ad affrontare questa dolorosa e difficile esperienza.

Milioni sono le “mamme invisibili”, che hanno perso prematuramente i loro bambini, e, ancora troppe, quelle che non sono state adeguatamente accompagnate nel loro percorso di puerperio e di elaborazione di quel lutto.

L’arrivo del latte e l'allattamento dopo l’interruzione prematura di gravidanza o la morte di un figlio costituiscono degli argomenti spesso trascurati dagli operatori sanitari, che si avvicendano nel percorso di assistenza durante un lutto perinatale. Accade così, che molte donne vengano dimesse senza risorse sufficienti, al fine di gestire consapevolmente ed efficacemente l’arrivo del latte, una volta tornate a casa.

 

Quando si perde un bambino, l'importanza dell'allattamento e la gestione della montata lattea vengono impropriamente e inadeguatamente ridimensionate, impattando non solo sul periodo del puerperio, ma sul percorso di vita che ne seguirà e sulle possibili successive esperienze di attesa.

Molte madri dopo la perdita dei loro bambini, soprattutto se la perdita accade dalla 20^ settimana, vanno incontro alla montata lattea. Quando muore un bambino atteso, le ghiandole mammarie sono già pronte per produrre il latte; la natura è “padrona” e ogni mamma è pronta per nutrire il proprio figlio.

Questo evento, che può manifestarsi fino a una settimana dopo il parto o l’intervento, è, talvolta, percepito come particolarmente doloroso e, se non adeguatamente accompagnato e sostenuto, può restare nella memoria di questa donna come un ricordo traumatico. Le evidenze dimostrano che un evento così sofferto, in cui vengono a mancare sostegno ed elaborazione, potrebbe condizionare negativamente il percorso di attraversamento di quel dolore, nonché influenzare le successive esperienze di allattamento.

Scegliere di dedicare tempo  per diffondere informazioni pertinenti attorno al tema dell’allattamento nelle situazioni di lutto perinatale non rappresenta soltanto la possibilità di rompere il silenzio, bensì risponde ad un bisogno sociale, fondamentale e urgente.

Accompagnare una mamma affinché possa scegliere consapevolmente come gestire l’arrivo della montata lattea significa concorrere al benessere di quella donna e fornirle un aiuto concreto nel processo di elaborazione del lutto.

Si tratta di una scelta informata che deve accadere grazie al supporto di consulenti o professioniste esperte nell’ambito dell’allattamento e del lutto perinatale, con rispetto e delicatezza, affinché durante il puerperio quella mamma e quella famiglia possano compiere le scelte migliori per se stessi e per la propria salute, psichica e fisica.

Il momento dell’arrivo del latte e le possibili alternative

L’arrivo del latte dopo il lutto perinatale può essere un momento emotivamente impegnativo e comunque critico. La montata lattea può, infatti spaventare molto, innescare sentimenti di rabbia e frustrazione e può essere vissuta come un momento di difficile gestione.

Per alcune donne, l’arrivo del latte è rassicurante perché è un aspetto fisiologico e naturale. Per altre, è un momento carico di emozioni difficili da ascoltare e comprendere.

In passato, l'attenzione degli operatori sanitari si concentrava unicamente sulla soppressione farmacologica della lattazione e non considerava come la madre si sentisse a riguardo. Oggi sappiamo che le madri possono e devono poter scegliere se sopprimere l'allattamento, i tempi e i modi in cui questo possa accadere.

Accompagnare una madre, offrirle alcune opzioni, consentirle di valutare il da farsi, le permetterà di vivere il dolore della perdita nel rispetto della sua intimità e della sua soggettività. Ciò significa restituire a quella donna competenza e autoefficacia, al di là dell’evento doloroso che sta attraversando.

In caso di montata lattea esistono alcune alternative per gestire al meglio l’arrivo del latte, con la consapevolezza che non esista una scelta più giusta di un’altra, bensì che qualsiasi scelta possa rappresentarsi come la più opportuna per quella mamma:

a) Inibizione naturale della lattazione

b) Inibizione farmacologica della lattazione

c) Donazione del latte materno alla banca del latte

 

a) Inibizione naturale della lattazione

E’ possibile che il corpo si regoli (funzione inibitoria del FIL, Fattore Inibente la Lattazione), tenendo sotto controllo la tensione del seno con semplici accorgimenti, volti a impedire ingorghi e mastiti, facendo drenare la ghiandola mammaria.

Se la scelta sarà quella di sopprimere naturalmente la lattazione, diventerà fondamentale insegnare a quella mamma come farlo in modo sicuro. Sebbene l'ingorgo svolga un ruolo nel sopprimere l'allattamento, l'ingorgo doloroso non è mai necessario e dovrebbe essere evitato.

Se la madre ha utilizzato il tiralatte o ha perso un bambino già allattato al seno, le deve essere prontamente fornito un tiralatte o insegnato efficacemente l’uso della spremitura manuale.

In questa fase di transizione, potrebbe essere di sollievo indossare un reggiseno aderente e contenitivo; non è, invece raccomandato, fasciare il seno. Oggi sappiamo che questa tecnica è obsoleta e possa portare ad un aumento del fastidio, favorendo l’istruzione dei dotti e l’insorgere di stati infiammatori.

È importante drenare il seno quanto basta per ridurre la tensione, evitando di svuotare completamente i seni, favorendo erroneamente nuova produzione di latte.

Alcune di queste raccomandazioni per la soppressione della lattazione potrebbero richiedere alcune settimane prima che il latte si sia completamente riassorbito.

Tra le altre raccomandazioni che possono aiutare le donne che scelgono di sopprimere naturalmente la lattazione, favorendo una condizione di maggior confort:

  1. Fare frequenti docce calde e lasciare scorrere l'acqua sul seno; stimolando cosi la fuoriuscita di latte e riducendo la tensione mammaria.
  2. Sedersi in un bagno caldo e piegarsi in acqua permettendo al seno di penzolare nell’acqua.
  3. Applicare impacchi freddi sui seni gonfi per cinque-quindici minuti alla volta per ridurre gonfiore e dolore
  4. L'ibuprofene o il paracetamolo possono aiutare a ridurre il dolore e il disagio.
  5. Non limitare i liquidi e ridurre temporaneamente il consumo di cibi salati per favorire il drenaggio.

Segni e sintomi come influenza, febbre, brividi, dolori muscolari e una zona fortemente dolorante sul seno andranno subito segnalati al personale medico.

 

b) Inibizione farmacologica della lattazione

È possibile inibire la lattazione con la cabergolina, un farmaco che, talvolta, viene somministrato da protocollo, durante il ricovero in ospedale, alla mamma che ha perso un bambino.

Se somministrata subito dopo il parto rallenta la secrezione della prolattina, affinché la produzione di latte possa diminuire e progressivamente cessare. A volte, nonostante l’assunzione del farmaco, la montata lattea può verificarsi ugualmente ed è importante che la mamma, che ha optato per questa ipotesi, sia informata circa la possibilità che la funzionalità del farmaco non sia immediata o sufficiente.

 

c) Donazione del latte alla banca del latte materno

Alcune donne, soprattutto se hanno già allattato altri figli e se hanno vissuto l’esperienza della terapia intensiva neonatale (TIN) desiderano poter donare il loro latte per un po’ di tempo, compatibilmente con il loro stato di salute, fisica e psichica, e con la presenza di una banca del latte locale. Per donare è necessario seguire i protocolli nazionali, consultabili all’ indirizzo dell’ Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (sezione donare il latte): https://www.aiblud.com/.

Il latte conservato potrebbe anche essere utilizzato per creare gioielli in  ricordo del proprio bambino.

Essere guidati da personale competente, ricevere informazioni corrette ed un supporto adeguato migliora il benessere delle madri e delle coppie che attraversano un lutto perinatale, trasformando l’allattamento e l’arrivo del latte in un’esperienza consapevole, finalizzata al recupero  fisico e psichico.

 

 

Articolo a cura di Claudia Proserpio

Custodi del Femminino e il gruppo “Genitori tra Cielo e Terra” offrono uno spazio protetto in cui trovare informazioni, ascolto e sostegno.

 

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Riferimenti bibliografici

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