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WhatsApp Image 2019 09 17 at 12.31.12Quinto giorno post ovulazione. Mentre cerchiamo di sfruttare tutti i nostri sensi nel percepire il più minimo segnale di un eventuale impianto, la nostra mente lavora per trovare continuamente spiegazioni razionali.
Per anni, probabilmente, abbiamo aspettato con emozione, con trepida attesa, il momento in cui saremmo diventate donne, la nostra prima mestruazione. E poi scoprendo la sessualità, abbiamo passato anni in cui ogni metodo contraccettivo andava bene purchè evitasse una gravidanza in modo sicuro ed efficace. Quando arrivava la mestruazione, quando non ne programmavano l’arrivo (con contraccettivi ormonali), era accompagnata da un sospiro di sollievo quasi a rappresentare un mancato pericolo.
E poi arriva un giorno in cui decidi che ora la gravidanza la vuoi, e l’ultima cosa che ti aspetti di vedere è il segnale che ti dice che non sei incinta: la mestruazione.

Così, un ciclo dopo l’altro, il sangue arriva, indesiderato. Vissuto come qualcosa che non ci appartiene, con un senso quasi di punizione; la sensazione che il nostro corpo non sia effettivamente dalla nostra parte, che ci abbia tradito.
Sesto, settimo, ottavo giorno post ovulazione. L’illusione che qualcosa stia cambiando dentro di noi cresce, insieme alla paura della delusione che potremmo vivere se arrivasse lei, la mestruazione, la strega cattiva, a rovinare il nostro sogno, il nostro progetto.
“Il segreto è non pensarci” dicono tutte, ma non è possibile! Non si può scindere la mente dal cuore, la ragione dall’istinto. Il pensiero vola.
“Se questa gravidanza dovesse arrivare ora, il bambino nascerebbe tra maggio e giugno, sarebbe un bel periodo... però non potremmo farci la vacanza in crociera l’estate prossima! “ I dubbi ci accompagnano, e portano con loro sensi di inadeguatezza nel pensare che forse siamo noi a non volerlo davvero, perché in fondo la paura di dover rinunciare alla nostra vita di ora, all’indipendenza, alla libertà, chiude qualsiasi utero all’accoglienza.
“Guarda quante teste ci sono in giro, sono uscite tutte da lì, non può essere una cosa difficile!” La voce delle nonne, delle donne sagge, ci consola, ci fa ancora sperare.
Nono, decimo, undicesimo giorno post ovulazione. La tensione del seno, a volte gonfio e dolente, ci da la sensazione che potrebbe davvero essere successo qualcosa. Ci facciamo cullare dalla voglia di illuderci, di sognare, di sperare, rifiutando l’idea che quelli stessi sintomi si presentano anche prima dell’arrivo della mestruazione, ogni mese.
La tentazione di comprare un test di gravidanza è tanta, anche se razionalmente sappiamo che è ancora presto: potrebbe essere positivo, ma se fosse negativo potremmo rimanerci male o rifiutarne l’affidabilità.
“In attesa”, è così che ci sentiamo e ancora non siamo incinte. In attesa di sapere se potremmo considerarci “in attesa” come sembra accadere a tutte le donne che incontriamo in questi ultimi mesi, tranne che a noi.
In attesa di segnali del nostro corpo, che magari questo mese non ci tradirà.
In attesa delle prime tracce sullo slip che interromperanno anche stavolta l’attesa.
Dodicesimo, tredicesimo giorno post ovulazione.
“Stai andando spesso in bagno, magari stavolta è la volta buona”, il nostro compagno che cerca di incoraggiarci, ma forse non sa che più che dalla voglia di fare pipì, in bagno siamo spinte dalla curiosità nel vedere se lo slip resta immacolatamente bianco. E ogni volta che vediamo quel bianco, un sorriso di speranza e di illusione si disegna sul nostro viso.
Guardiamo il nostro compagno, che probabilmente sta vivendo un percorso parallelo al nostro, fatto di senso di impotenza, di inadeguatezza, di frustrazione, ma spesso chiuso alla condivisione: insicurezza, debolezza, sensibilità, dalla cultura maschilista non sono permesse a un uomo in un progetto di famiglia.
Lo guardiamo e non ci ricordiamo l’ultima volta che abbiamo fatto l’amore senza pensare al fine del concepimento.
Andiamo in bagno, per l’ennesima volta… sangue. Il vuoto, il nulla. Non troviamo un senso. La mestruazione vissuta come la fine di un desiderio profondo, la fine di un’illusione, di ogni speranza.
“Cos’ha che non va il mio corpo? Perché non funziona?”
Donna, il sangue è vita.
La mestruazione è come la Luna Nuova, in apparenza è buia, è nera, ma nasconde tutta la sua luce dando l’opportunità di un nuovo inizio.
Il sangue della mestruazione è endometrio che si sfalda, cellule staminali, segno di un utero che funziona perché ripulisce dal vecchio per iniziare di nuovo.
Tutto il nostro corpo ruota intorno alla nostra ciclicità. La mestruazione è la prova fisica del potere creativo femminile.
Non c’è primavera senza inverno, un seme non dà un germoglio senza il buio della terra, non c’è una luna crescente senza la luna nera… non c’è gravidanza senza mestruazione.
Il desiderio di una gravidanza, potrebbe essere una preziosa opportunità per conoscere il tuo corpo, diventare consapevole della tua femminilità, armonizzare la tua ciclicità… partorire te stessa!

 

Articolo a cura di : Laura Capossele, Ostetrica e Educatrice Mestruale® di Custodi del Femminino

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