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21A44E35 A01C 4BCA B8F7 83D8EB9C2682Le stagioni, un tema usato di frequente come base per le attività, sia nelle scuole dell’infanzia che nei primi anni della scuola primaria, può diventare un tesoro di enorme ricchezza.
Il tempo che scorre, la ciclicità della natura, vita, morte e rinascita, il cambiamento, le memorie degli uomini che vivevano seguendo i ritmi delle stagioni.
Luce e buio, che si alternano in una danza ciclica che influenza tutti gli esseri viventi.

Durante l’equinozio di Autunno, la luce e il buio raggiungono l’equilibrio, per poi vedere aumentare il buio fino al solstizio d’inverno. Può essere quindi un’occasione per parlare ai bambini dell’equilibrio, degli opposti che si completano (luce e buio, freddo e caldo, pieno e vuoto, ecc.), ma anche di ciò che ci fa paura. Possiamo affrontare la paura del buio che nasconde ciò che non vediamo, ma col quale possiamo nasconderci per ritrovare noi stessi.
Possiamo affrontare momenti di crescita e di passaggio, in cui accettare ciò che non è più, per accogliere ciò che sarà (l’inizio di un anno scolastico, un trasloco, la prima mestruazione, ecc).
Le storie, i miti, le fiabe, possiedono in sé un'anima immortale. In essi vi si rifugiano simboli che arrivano alla mente attraversando l’anima, diventando parte della memoria di chi li respira.
Per celebrare l’autunno, ho pensato di adattare il mito di Persefone a bambini di tutte le età, sperando possa offrire spunti di riflessione per vivere questa stagione.

Persefone e la nascita delle stagioni.
Tanto tempo fa, nei monti dell’Olimpo,
vivevano la dea Demetra e la sua amata figlia Persefone.
Un giorno, mentre raccoglieva da un albero una mela rossa,
Persefone incontrò Ade, dio degli Inferi,
lo guardò e improvvisamente sentì che era arrivato il momento
di seguirlo nel suo mondo sotterraneo.
La strada da fare era lunga, una discesa sempre più buia
durante la quale Persefone e Ade fecero lunghe chiacchierate.
Quando Demetra si accorse della scomparsa della figlia,
la cercò ovunque, in ogni bosco, prato, foresta.
Era tanto arrabbiata che correva e urlava talmente tanto
che le foglie caddero dagli alberi,
e interi stormi di uccelli volarono verso altre terre.
Intanto, Persefone era arrivata nelle profonde oscurità degli Inferi,
dove l’unica luce presente era quella del fuoco, ma non aveva paura.
Si sentiva un po’ come un animale in letargo,
passava il tempo a dormire e a riflettere, riposava e pensava.
Demetra, triste per la mancanza della figlia, fece scendere il freddo,
il gelo e la neve sulla terra. La natura sembrava morta.
Andò da Zeus chiedendo il suo intervento per trovare Persefone,
altrimenti non avrebbe permesso alla natura di rinascere.
Zeus, non potè rifiutare e ordinò ad Ade di accompagnare Persefone sulla terra.
Persefone risalì il sentiero per raggiungere la madre, ma prima
di lasciarsi, Ade le offrì un melograno chiedendole di mangiarne un
chicco per ogni mese che avrebbe voluto passare negli Inferi con lui.
Persefone, che voleva raggiungere un equilibrio, ne mangiò sei.
Demetra per festeggiare il ritorno della figlia, fece rinascere la natura,
i rami degli alberi germogliarono, i fiori sbocciarono, gli uccelli
tornarono in stormi, e gli animali si svegliarono dal letargo.
Così la terra ritornò fertile, e ogni anno per sei mesi quando Persefone
sarebbe riscesa negli inferi, Demetra decise che nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all’autunno e all’inverno,
mentre nei restanti sei mesi, in cui Persefone sarebbe ritornata alla luce,
la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all’estate.

A cura di Laura Capossele.

 

https://m.youtube.com/watch?v=_sJKDuIjUxg

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