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amanda greavette L'American Society of Anesthesiologists (ASA) nel giugno 2015 ha pubblicato un comunicato in cui, in base alle aggiornate evidenze  scientifiche, ha dichiarato l'importanza di lasciare la donna libera di mangiare durante il travaglio.

 Ancora una volta, è stato necessario convalidare con studi scientifici ciò che la competenza del corpo materno già sentiva di voler fare.

 Ad ogni modo, analizziamo insieme i dettagli emersi.

 

 Christopher Harty, BN, co-autore dello studio e studente di medicina al Memorial University, St. John’s, Newfoundland, Canada ha spiegato:

<<Le nostre evidenze suggeriscono che questo cambio di rotta ha un senso [..] E' importante dare una maggiore libertà di scelta alla donna nella sua esperienza di parto. Assumere cibo durante il travaglio permette di prevenire il deficit di calorie e aiuta a garantire maggiori energie durante il travaglio>>

Alcuni ricercatori hanno analizzato 385 studi pubblicati dal 1990 in poi condotti su donne che avevano partorito in ospedale.

Le ricerche hanno evidenziato che le energie e le calorie richieste durante al parto sono simili a quelle di una maratona. Senza un adeguato apporto nutrizionale, il corpo della donna inizierebbe a usare i grassi come fonte di energia, aumentando l'acidità del sangue della madre e del bambino, riducendo potenzialmente le contrazioni uterine, dilatando i tempi del travaglio e abbassando il livello di benessere del bambino.

In aggiunta, gli studi mostrano che il digiuno può causare stress psico-fisico, cosa che potenzialmente può ridurre l'afflusso di sangue verso l'utero e la placenta, allungando il travaglio e contribuendo al distress fetale.

Un'analisi (Cochrane) ha raccolto le evidenze emerse in 5 studi randomizzatti aventi un campione di oltre 3100 gravidanze a basso rischio suddivise in un gruppo NPO (nihil per os cioè a digiuno) e un gruppo di donne che avevano mangiato e bevuto durante il travaglio.  Da questa analisi non è emersa alcuna differenza tra il gruppo a digiuno e il gruppo che ha mangiato e bevuto, relativamente agli esiti del cesareo, parto strumentale, punteggio Apgar o qualsiasi altro esito. Il campione non ha riportato esiti di rilievo in merito alla Sindrome di Mendelson (ossia la polmonite chimica causata da aspirazione durante l'anestesia), un evento molto raro, riportato per la prima volta nel 1940. Le tecniche anestesiologiche sono cambiate in modo considerevole dal 1940, l'ampio uso dell'anestesia locale rende la sindrome di Mendelson un evento estremamente raro.

In aggiunta, è emerso che lasciando le donne libere di autodeterminarsi durante il travaglio, esse tendono a scegliere di smettere di mangiare prima della fase espulsiva. Gli autori di questo studio sono giunti alla conclusione che le donne devono avere il diritto di scegliere se mangiare o meno durante il travaglio. (Singata, Tranmer et al. 2010)

E il rischio di aspirazione durante un parto con anestesia generale?

In uno studio, alcuni autori hanno esaminato 4097 casi di mortalità materna avvenuti negli USA tra il 1979 e il 1990. Da esso è emerso che il rischio di aspirazione durante il cesareo era pari allo 0.667 per mille donne o, approssimativamente, 7 casi su 10 milioni di nascite (Hawkins, Koonin et al. 1997).

Un altro studio ha analizzato un campione di 11,814 donne libere di autodeterminarsi nel bere e nel magiare durante il travaglio, alcune delle quali hanno poi subito un cesareo d'emergenza. Da questa analisi sono emersi zero casi di morbilità e mortalità da polmonite ab ingestis, nonostante il 22% di esse avesse mangiato cibo solido (Rooks, Weatherby et al. 1989).

Il rifiuto di far mangiare e bere le donne sane e in buona salute durante il parto appare così totalmente infondato, anche sulle più aggiornate evidenze scientifiche.

Ciò che la competenza istintiva della donna già sapeva, trova ora un suo radicamento anche a livello scientifico e giuridico.

Negarle la possibilità di bere e mangiare, di prendersi cura di se stessa, significa esporre la madre e il suo bambino a conseguenze rilevanti dal punto di vista fisico, vuol dire minare il loro benessere e il loro diritto alla salute e alla vita (non meramente intesa come "sopravvivenza" e "non morte").

L'ascolto dei ritmi fisiologici è la strada maestra.

 

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ULTERIORI FONTI:

MOST HEALTHY WOMEN WOULD BENEFIT FROM LIGHT MEAL DURING LABOR

FOOD AND DRINK DURING LABOR

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