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consenso informato<<La salute della donna rappresenta un fattore strategico di qualità

 nonché un prezioso valore aggiunto per il sistema della salute. 

Tutelare la salute femminile significa tutelare

la salute di un'intera famiglia, di tutta la collettività.>>

 

Parlare di tutela della libertà di autodeterminazione delle donne durante il parto, significa porre l'accento su uno dei fulcri del diritto alla salute.

Con l'espressione "diritto alla salute", ci riferiamo a molti aspetti, tutti disciplinati dall'art. 32 della Costituzione(1).

Il diritto all'integrità psicofisica, ossia l'integrità e il benessere non solo fisico, ma anche mentale. Nella Costituzione la persona umana è intesa come entità unica, composta di corpo e mente, principio pienamente riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale.

Il diritto a curarsi.

Il diritto a rifiutare cure e trattamenti medici, poiché "nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario, se non per disposizione di legge".

La libertà ad autodeterminarsi e il diritto alla salute (in tutte queste sue accezioni), all'interno della relazione medicale, trovano il loro punto di incontro, nella maturazione e nella raccolta del consenso informato.

Che cosa significa esattamente "consenso informato"?

Vuol dire che nessun professionista sanitario è autorizzato ad eseguire alcuna pratica diagnostico-terapeutica (insomma, nulla), in assenza di un consenso dato prima dell'inizio del trattamento (non lasciatevi confondere dalla parola "trattamento" che può evocare un ciclo di cure o simili, con esso si intende ogni atto, pratica, manovra medica), in modo libero ed immune da errori, sulla base di informazioni chiare e comprensibili.

A tal proposito, può essere utile sapere che la dottrina e la giurisprudenza sono uniformi nell'intendere l'espressione "chiare e comprensibili" in modo soggettivo, ossia tramite il counselling il professionista "deve" (nel senso di "ha modo") di sviluppare gli strumenti utili a capire il tipo di linguaggio adeguato a quella specifica relazione comunicativa. A sua volta, il codice di deontologia medica si esprime così “[bisogna accertarsi] delle capacità di comprensione” del paziente “al fine di promuoverne la massima partecipazione alle scelte decisionale e l’adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche” (art. 33 comma 2 c.d.m.) e solo dopo aver soddisfatto “ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del paziente” (art. 33 comma 3 c.d.m.).

E' importante ricordare che il consenso può essere revocato in ogni momento, che deve essere richiesto per ogni trattamento (non può essere esteso ad altri) e che bisogna informare la donna delle eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e della capacità della struttura di far fronte all'eventuale manifestarsi del rischio temuto.

Tante, tantissime parole per dire che la donna, durante la gravidanza e il parto, deve essere informata di tuttodeve esprimere la sua decisione (dando o rifiutando il consenso) e che quest'ultima deve essere rispettata. (2)

Sulla stessa linea, l'orientamento dell’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) il quale, nel Committe Opinion No. 321 (2005), ha dichiarato che una volta ricevute tutte le informazioni necessarie in merito ai rischi materiali, ai benefici e alle alternative, oltre che alla scelta di astenersi, la paziente ha diritto di decidere in piena autonomia se sottoporsi alle cure mediche e a quali oppure di rifiutare. (3)

In base ad alcuni studi, la violazione del diritto all'autodeterminazione (alla base del consenso informato e del diritto alla salute), tocca una percentuale che varia, a seconda della struttura, dal 13.3% all’ 84.6%; questi dati sono emersi da uno studio il cui campione era costituito da gravidanze a basso rischio, il 51% delle quali esitate in parti spontanei a termine (4).

Quando parliamo di salute della donna, non prliamo della "salute delle donne", ma del benessere della collettività.

Sempre maggiori studi stanno analizzando l'impatto, in termini di salute e benessere della gravidanza e del parto, sulla salute e sul benessere dei figli e delle figlie, nel lungo termine.

Violare il consenso, la capacità decisionale, la facoltà di autodeterminare il proprio progetto di vita e la propria salute (concetto inteso in senso lato, così come definito dall'OMS), significa apportare danni al benessere di almeno tre generazioni.

La relazione tra professionista e la diade si costruisce sulla fiducia, sulla condivisione del processo decisionale, sulla collaborazione.

Le evidenze dimostrano che processo di maturazione di una decisione tra il/la professionista e la persona, è associato ad una migliore relazione comunicativa e umana (5) e ad una maggiore fiducia (6). Tutti fattori che contribuiscono alla soddisfazione e realizzazione personale, aumentando la sostenibilità del sistema sanitario.

Inoltre, un processo decisionale condiviso è associato ad ulteriori effetti benefici. Per esempio, il miglioramento della qualità della vita, sia da un punto di vista fisico che sociale. (7), degli esiti clinici (8). Alcune ricerche specificamente mirate sul  parto, indicano un aumento del senso di responsabilità per la salute propria e della bambina/del bambino (9), una diminuzione della durata della degenza (10) con effetti positivi non solo sulla salute della diade, ma anche sull'impatto economico gravante sul sistema sanitario.

E, ancora, un aumento della soddisfazione della donna e una migliore percezione dell'esperienza (11), un intenso benessere emozionale  (12) e un aumento dell'empowerment e dell'autostima (13), incluso una minore percezione di paura (14) e un minore rischio di sviluppare depressione post-partum e disturbi post traumatici da stress (15).

Ulteriori ricerche hanno evidenziato come il rispetto della maturazione di un consenso informato della donna abbia un impatto sulla salute e sul benessere della sua bambina/del suo bambino (12). Lo studio, sulla base dei parametri di aspettativa, percezione dell'esperienza eesiti del parto  ha indagato la correlazione tra la maturazione di un consenso informato non viziato e i sentimenti materni nel confronti della bambina/del bambino. Da ciò è emerso che le donne che hanno maturato scelte in modo partecipato, informato e consapevole hanno una percezione maggiormente positiva del parto e dell'accudimento neonatale.

Il rispetto del consenso informato durante la gravidanza e la nascita genera, quindi, effetti positivi, nel lungo termine, sulla salute e sul benessere dei figli/delle figlie(16) anche dal punto di vista neurologico. (17).

La salute non parte dalla rimozione della malattia,

bensì dalla celebrazione della fisiologia.

Articolo a cura di Marika Novaresio

Fonti:

1. Art. 32 Costituzione: "La Repubblica Tutela La Salute Come Fondamentale Diritto Dell'individuo E Interesse Della Collettività, E Garantisce Cure Gratuite Agli Indigenti. Nessuno Può Essere Obbligato A Un Determinato Trattamento Sanitario Se Non Per Disposizione Di Legge. La Legge Non Può In Nessun Caso Violare I Limiti Imposti Dal Rispetto Della Persona Umana."

2. Per Compiutezza, Può Essere Utile Distinguere Lo Stato Di Necessità, Il Quale Si Realizza Quando Si Crea Una Situazione Di Emergenza Che Espone Il Paziente, Con Alto Grado Di Probabilità, A Morte. In Questo Caso, Il Professionista È Tenuto Ad Agire Purché - Secondo La Dottrina - Il Suo Intervento “Comporti Sacrifici Di Modesta Entità” [Palermo Fabris E., Diritto Alla Salute E Trattamenti Sanitari Nel Sistema Penale. Profili Problematici Del Diritto All’autodeterminazione, Cedam, 2000, Pag. 202.] Secondo Questa Dottrina È Fondamentale Che L’urgenza Impedisca La Formazione Di Una Volontà Consapevole E Che Il Dissenso Appaia Irragionevole.

3. Acog.Org/-/Media/Committee-Opinions/Committee-Onethics/Co321.Pdf?Dmc=1&Ts=20141018t0633370992

4. Low Lk, Seng Js, Murtland Tl, Et Al., Clinician-Specific Episiotomy Rates: Impact On Perineal Outcomes. J Midwifery Womens Health 2000; 45(2):87-93.

5.Levy, 1999a;Spurgeon, Hicks, & Barwell, 2001

6. Krupat Et Al., 2004; Levy, 1999a

7. Hack, Degner, Watson, & Sinha, 2006.

8. Loh, Leonhart, Wills, Simon, & Härter, 2007.

9. Harrison, Kushner, Benzies, Rempel, & Kimak, 2003.

10. Green & Baston, 2003.

11. Christiaens & Bracke, 2007; Goodman, Mackey, & Tavakoli, 2004; Green & Baston, 2003; Green, Coupland, & Kitzinger, 1990; Hodnett, 2002; Knapp, 1996; Lavender, Walkinshaw, & Walton, 1999

12. Green Et Al., 1990.

13. Jomeen, 2004; Spurgeon Et Al., 2001.

14. Green & Baston, 2003; Green Et Al., 1990

15. Jomeen, 2004.

16. Bowlby, 1988; Schore, 2003.

17. Schore, 2003.

 Foto: Monet Nicole - Birthing Stories

 

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