Header new 707x180

 

Allattamento continuumAllattare al seno in modo esclusivo per (almeno) i primi 6 mesi apporta numerosi benefici.

Sono sempre maggiori gli studi sui vantaggi dell'allattamento materno, tuttavia, in questo momento, può essere esaustivo analizzare l'impatto da un punto di vista globale. Parliamo di un contributo benefico in grado di evitare almeno 800,000 morti infantili, o il 13 % della mortalità sotto i 5 anni nei paesi in via di sviluppo [1–3].

E non è tutto qui. Le evidenze mostrano un effetto protettivo indiretto da infezioni gastrointestinali, respiratorie, allergie e disturbi cronici autoimmuni, nel lungo tempo [4].

 

Nonostante ciò, le campagne di supporto all’allattamento sono estremamente rare.

In base ai dati UNICEF, la media globale di bambine/i allattate/i in modo esclusivo sotto i 6 mesi si aggira intorno al 41% [5]. La media degli Stati Uniti è del 16%, in Australia, 15% a 5 mesi  [6] e in Italia i dati Istat del 2013 ci riportano che solo il 36% delle donne italiane ha allattato oltre i 7 mesi, con una media di durata di allattamento esclusivo pari a 4,1 mesi.

 

istat

 

esclusivo

 

 

Gli esiti e la durata dell' allattamento sono influenzati da una miriade di fattori che spaziano da quelli socioculturali a quelli economici.

Eppure c'è un elemento di grande impatto che è spuntato solo di recente nella letteratura, ma che le madri hanno sempre percepito: l'influenza delle generazioni precedenti.  

La letteratura suggerisce infatti che le precedenti generazioni (in particolare quella delle nonne dei bambini/delle bambine dell’attuale generazione, sia materne che paterne) giocano un ruolo centrale sulle decisioni prese in gravidanza e nell’accudimento materno. [7-9]. Tra i vari studi emersi, uno del 2012 in Nigeria, ha rilevato come  le nonne paterne potessero esercitare una rilevante pressione sul 25% delle madri coinvolte nello studio, in grado di ridurre la percentuale di allattamento esclusivo [10]. In molti paesi del mondo, le donne più anziane sono percepite come la fonte principale di saggezza e sapere, ruolo con un forte significato sociale.  [11]. Eppure, nonostante ciò, prima d'ora l'effetto generazionale è stato tenuto ben poco in considerazione [12].

La revisione sistematica “The influence of grandmothers on breastfeeding rates ha evidenziato come le nonne abbiano la capacità di influenzare anche gli esiti dell’allattamento esclusivo. Nonostante vi siano differenze nel tipo di esiti e nei parametri di misurazione di questo impatto, è emerso che, in generale, l’attitudine della nuova generazione di madri nei confronti dell’allattamento è direttamente proporzionale al messaggio (non meramente verbale) della generazione precedente di donne. Un approccio e un’opinione positiva della nonna può avere un impatto determinante fino al 12% sull’avvio dell’allattamento. Di rimando, un’opinione e un approccio negativo può far decrescere del 70% la percentuale di possibilità di allattare.

In realtà, dagli studi emergono alcuni limiti, come la mancanza di parametri statisticamente significativi per valutare le differenze tra situazione di coabitazione e non e, ulteriormente, l’eventuale diversità a seconda delle presenza di nonne materne o paterne. Un altro limite di alcuni studi è la generalizzazione dei risultati, senza operare distinzioni degli esiti nelle varie culture.

 

Conclusioni

Letteratura scientifica e il Sentire femminile e socioculturale sono concordi: c'è un filo diretto che unisce ogni donna di ogni tempo. Le donne sono depositarie della tradizione e del Sapere che si tramanda di generazione in generazione, anche nel supporto del benessere e della salute.  

Una società come la nostra che interferisce in questo continuum e che agisce andando a minare la competenza del femminino crea un danno con un impatto a lungo termine, che riecheggia e continua a perpetrarsi a distanza di generazioni. Prevedere pochi e limitati focus di supporto e sostegno della madre e della bambina/del bambino, suona quasi come una strategia (conscia o inconscia) per distogliere l'attenzione e mantenere lo status quo, una sorta di specchio delle allodole.  

Dal punto di vista della ricerca, recenti studi si stanno orientando su un approccio maggiormente inclusivo. Per esempio un trial randomizzato indiano ha incluso il ruolo della suocera al fine di analizzare e valutare strategie di prevenzione della violenza domestica [13].

Dal punto di vista umano, è importante ricordare che ogni donna porta dentro di sé la voce e gli insegnamenti delle sue antenate e nessun approccio di supporto della diade può definirsi completo se non tiene in considerazione il “villaggio” che le ruota intorno e dentro.  

 

 

 

************

 

Fonti.

1. Bhutta ZA, Ahmed T, Black RE, Cousens S, Dewey K, Giugliani E, Haider BA, Kirkwood B, Morris SS, Sachdev HP, et al. What works? Interventions for maternal and child undernutrition and survival. Lancet. 2008;371(9610):417–40.

2. Black RE, Allen LH, Bhutta ZA, Caulfield LE, de Onis M, Ezzati M, Mathers C, Rivera J, Maternal, Child Undernutrition Study G. Maternal and child undernutrition: global and regional exposures and health consequences. Lancet. 2008;371(9608):243–60.

3. Bhutta ZA, Das JK, Rizvi A, Gaffey MF, Walker N, Horton S, Webb P, Lartey A, Black RE, Lancet Nutrition Interventions Review G. Evidence-based interventions for improvement of maternal and child nutrition: what can be done and at what cost? Lancet. 2013;382(9890):452–77.

 4. Santo LC, de Oliveira LD, Giugliani ER. Factors associated with low incidence of exclusive breastfeeding for the first 6 months. Birth. 2007;34(3):212–9.

 5. UNICEF. Improving Child Nutrition: The achievable imperative for global progress. New York: UNICEF; 2013.

6. Australian Institute of Health and Welfare. 2010 Australian National Infant Feeding Survey: Indicator Results. Canberra: Australian Institute of Health and Welfare; 2011.

7. Chang C. Raising twin babies and problems in the family. Acta Genet Med Gemellol (Roma). 1990;39(4):501–5.

8. Chen HM, Jin JC. [Body image, cognition, behavior and social support of married pregnant adolescents during the third trimester]. Kaohsiung J Med Sci. 1996;12(6):370–80.

9. Corbett CA, Callister LC. Giving birth: the voices of women in Tamil Nadu, India. MCN Am J Matern Child Nurs. 2012;37(5):298–305. quiz 306-297.

10. Agunbiade OM, Ogunleye OV. Constraints to exclusive breastfeeding practice among breastfeeding mothers in Southwest Nigeria: implications for scaling up. Int Breastfeed J. 2012;7:5.

12. Bezner Kerr R, Dakishoni L, Shumba L, Msachi R, Chirwa M. “We grandmothers know plenty”: breastfeeding, complementary feeding and the multifaceted role of grandmothers in Malawi. Soc Sci Med. 2008;66(5):1095–105. 

13. Krishnan S, Subbiah K, Chandra P, Srinivasan K. Minimizing risks and monitoring safety of an antenatal care intervention to mitigate domestic violence among young Indian women: The Dil Mil trial. BMC Public Health. 2012;12:943.

FacebookTwitterGoogle Bookmarks