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induzioneCon il tasso di cesarei che aumenta ed è di molto superiore rispetto al passato,alcune delle principali organizzazioni sanitarie si sono messe in moto per cercare il modo di ridurre i tassi di taglio cesareo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un tasso di t.c.di circa il 10-15%.
Avere un tasso di parti cesarei superiore al 15% ci induce a pensare che le donne siano spesse sottoposte ad interventi non necessari.
Avere un tasso di cesarei invece inferiore al 10% potrebbe suggerirci che le donne e i bambini che potrebbero beneficiare del T.C. potrebbero ad esempio non avere accesso a questa procedura.

Un pezzo del puzzle per ridurre i tassi di tagli cesarei è scoprire che cosa sta portando a tale innalzamento dei dati.
In paesi come gli Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Italia, i tassi di T.C. hanno raggiunto una media di circa il 30%, che è il doppio del tasso raccomandata.

Questo significa anche circa 1 bambino su 3 sta nascendo attraverso interventi di chirurgia maggiore.
Gli ospedali in questi paesi hanno tassi che possono variare dal 15% a oltre il 50%. Con una media di circa il 30%, questo suggerisce che più della metà delle donne che partoriscono sono sottoposte ad un cesareo non necessario (non salvavita), e sono esposti a rischi che non superano il beneficio di questa procedura chirurgica.
Ma veniamo al punto di questo articolo:
le Induzioni aumentano il rischio di taglio cesareo?
Che cosa dimostrano le attuali evidenze scientifiche?
Un nuovo studio ha concluso che l’induzione farmacologica del travaglio non aumenta il rischio di taglio cesareo o parto assistito strumentale. Tuttavia, abbiamo bisogno di analizzare come è stato condotto lo studio per capire perché questo potrebbe non essere una risposta chiara ed esaustiva al nostro quesito.
I ricercatori hanno studiato 619 madri primipare di età superiore ai 35 anni, che avevano raggiunto le 36 settimane di gravidanza. Le hanno divise in due gruppi: uno gruppo sarebbe stato sottoposto ad induzione a 39 settimane; l’altro gruppo avrebbe aspettato che il travaglio partisse in modo spontaneo.
I risultati tra i due gruppi erano molto simili.
Il primo gruppo di donne  indotte a 39 settimane, ha avuto un tasso di cesarei del 32%, e un parto vaginale medicalizzato del 38%.
Il secondo gruppo, che ha aspettato l’avvio naturale del travaglio, ha avuto un tasso di cesarei del 33% e un parto vaginale medicalizzato
del 33%.
Sulla base di questi risultati, lo studio ha concluso che un induzione programmata a 39 settimane non aumenta il rischio di un taglio cesareo. Tuttavia, questo studio ha avuto un grave deficit. Ciò che non è stato evidenziato, e che ha un impatto reale sul significato di questi risultati, è il fatto che le donne sono rimaste nel loro gruppo assegnato in base all'intenzione di cura e non su come è effettivamente iniziato il loro travaglio.
Il primo gruppo (induzione a 39 settimane), ha un tasso del 20% del travaglio spontaneo. Ciò significa che le donne che hanno iniziato il lavoro spontaneamente sono state incluse nelle statistiche che non hanno mostrato alcun aumento delle nascite con T.c. dopo induzione pianificata (farmacologica).
Ancora più sorprendente è il dato del secondo gruppo (attesa del travaglio spontaneo) perché il 49% (la metà) delle donne sono state indotte. Le donne che sono state indotte, nonostante l'intenzione di assegnazione cura, sono state incluse nelle statistiche che riguardavano la non induzione.
In sostanza, questo studio dimostra che l'intenzione di indurre il travaglio a 39 settimane non significa necessariamente aumentare il rischio di  nascite tramite T.C, tuttavia, non prova nemmeno che indurre il travaglio non aumenti il rischio di T.C.
Se confrontiamo questi tassi con le raccomandazioni dell'OMS, sembra che molte di queste donne siano state sottoposte
ad un taglio cesareo che non era medicalmente necessario.
La nascita è un normale processo del corpo, e ogni intervento esterno ne influenza il fluire naturale e può influenzare il modo nel quale il vostro corpo e il vostro bambino rispondono alla nascita.
Nascita fisiologica significa:

Lasciare che il nostro corpo faccia da solo rispettando i tempi di ogni donna.
La madre durante il parto deve avere piena autonomia
L'ambiente nascita deve essere favorevole a facilitare il rilascio di ossitocina, melatonina e endorfine,riducendo il rischio di rilascio di adrenalina.
Questo significa che dovrebbe essere sereno,tranquillo  e privo di interferenze.
La madre durante il parto è in grado di scegliere quale posizione trova più comodo e non dev’essere limitata nei movimenti o ricevere farmaci che interferiscono con le contrazioni (epidurale , ossitocina sintetica, ecc)
Gli esami vengono eseguiti in un modo che non interferiscano con la sua capacità di far fronte a contrazioni (cioè effettuati con il consenso, solo quando medicalmente necessarie, e non nel corso di una contrazione attiva)
La madre spinge sotto gli impulsi del suo corpo e riposa quando lei desidera
Il bambino sarà posto sul petto della mamma dopo la nascita: questo favorisce l'ossitocina aiutando l'espulsione della placenta; aiuta anche il bambino a mantenere la temperatura corporea e regolare la gestione in attesa del primo respiro.

Quali sono le linee guida di ospedali ed operatori della nascita?

Se gli operatori sono formati in modo da ritenere la nascita un processo fisiologico normale che spesso si svolge in modo sicuro, saranno propensi ad utilizzare un intervento medico solo quando clinicamente necessario.
La maggior parte delle ostetriche sono formate per accostarsi alla nascita come un normale processo fisiologico.
Lo vediamo nei loro centri nascita,che hanno risultati migliori per le donne a basso rischio seguite dalle ostetriche.
Le donne che si rivolgono alle ostetriche hanno meno probabilità di essere indotte,meno probabilità di avere un parto cesareo e meno probabilità di avere un parto vaginale medicalizzato.
Questi costanti miglioramenti mostrano che il parto fisiologico per le donne a basso rischio può portare a tassi di T.C inferiori.
Anche se questo studio mostra risultati uguali per l'induzione pianificata rispetto all’attendere che il travaglio inizi in modo spontaneo, non riesce a dimostrare che l’induzione non aumenti il rischio di cesareo se confrontato con il normale parto fisiologico.  
La moderna assistenza ostetrica ha un ruolo essenziale nel salvare la vita di donne e bambini, ma questi interventi non sono senza rischi.
In situazioni in cui la gravidanza non è fisiologica (preeclampsia, HELLP, vera sofferenza fetale, ecc), il beneficio di induzione o T.C supera (potenzialmente) i benefici di un parto naturale .
Quando non c'è una necessità medica per indurre,(anche se non siamo attualmente certi che questo porti ad una più elevata possibilità di T.C), stiamo esponendo le madri a rischi che superano i benefici di un parto spontaneo.

 

Fonti :

http://www.childbirth-u.com/frying-pan-vs-fire-inducing-older-moms-at-39-weeks/

http://www.cochrane.org/CD004667/PREG_midwife-led-continuity-models-care-compared-other-models-care-women-during-pregnancy-birth-and-early

http://www.bellybelly.com.au/birth/inductions-increase-risk-c-section/

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1509117?rss=searchAndBrowse

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