lanascitatralemani 700x244

 

baby loss photography6568bUn recente studio britannico e statunitense ha rilevato che l’impatto psicologico legato alla perdita di un bambino possa avere effetti sulla vita di mamme e papà, anche per diversi anni dopo il lutto.

Le madri che restano nuovamente incinta possono soffrire di depressione o ansia, per molto tempo dopo la perdita, riferiscono i ricercatori dell’Università di Bristol.

Fino a 1 gravidanza su 6 si interrompe prematuramente, mentre la morte in utero avviene in circa 5 gravidanze ogni 1.000 nascite.

Recenti studi hanno dimostrato che le donne che hanno perso un bambino hanno più probabilità di provare ansia e depressione quando rimangono di nuovo incinta.

Pochi studi hanno, ad oggi, esaminato se questi sintomi svaniscano dopo la nascita di un altro bambino.

genitori tra terraPerdere un bambino è un dolore profondissimo. La perdita di un figlio si colloca tra vita e morte, un evento improvviso, impossibile da spiegare, indipendentemente dall’epoca gestazionale e dalle ragioni per cui si è verificata la perdita. Non esiste un modo corretto di affrontarlo, ciononostante alcuni strumenti possono aiutarci nell’attraversare una sofferenza che appareinenarrabile.

premat17 Novembre, Giornata Mondiale della Prematurità

In questa occasione, abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare Elena Balsamo, Pediatra, scrittrice e formatrice. Inutile dire che le sue parole rappresentano per noi cura, sostegno, calore… umanità. Dedicando questa intervista ai più piccoli e ai loro incredibili genitori, vi auguriamo una buona lettura.

“Nato prima del tempo”, un libro sulla prematurità, rivolto a genitori ma anche a operatori…un libro dalla parte dei bambini. Ce ne puoi parlare ?

“Nato prima del tempo” è il mio libro più sofferto perché parla di un capitolo difficile della mia vita: quello della prematurità.  L’ho scritto inizialmente per rispondere a una richiesta dell’editrice, ma mi sono ben presto resa conto che per me rappresentava la possibilità di trasformare il trauma in dono per altri, altri che avevano vissuto la stessa esperienza.

Cracked Light Woman Sculpture 4Armonizzare una cicatrice è molto di più di una semplice tecnica da applicare.

Le cicatrici – tutte - chiedono ascolto.

A volte per ottenerlo bruciano, prudono, si infiammano urlando il loro bisogno di attenzione e di essere riconosciute!

C’è la cicatrice che mantiene questo grido in modo costante; c’è quella che cammina silente finché finalmente non le viene rivolta la dovuta attenzione.

Sono così, sono uniche! Sono come le figlie e i figli che abbiamo dato alla luce: tutti diversi, ognuno con la propria indole e il proprio percorso, ma tutti bisognosi di essere visti ed accolti.

E noi… noi siamo le madri e le figlie di quelle cicatrici che portiamo sul nostro corpo e che si sono incise nell’animo a livello sottile.

dormire tutta la notteIl sonno è molto importante, perché ci consente di affrontare la giornata riposati e in forma.

Questo prima di avere dei bambini!

A tutti noi piacerebbe partorire dei grandi dormiglioni ma fisiologicamente è quasi impossibile che questo accada.

Nelle prime settimane di vita un neonato dovrebbe nutrirsi dalle 8 alle 12 volte durante il giorno e calcolando le 24 ore potrebbe (anzi dovrebbe) svegliarsi ogni 2/3 ore massimo. Questo avviene sempre come "norma comune", ma potrebbe verificarsi che durante le ore notturne il bambino riesca a prolungare gli intervalli, anche se non è proprio automatico.

depressione post partumIl Center for Disease Control (CDC) riferisce che circa il 20% delle donne negli Stati Uniti soffre di depressione post partum e disturbi dell'umore.  In Italia possiamo considerare la percentuale di donne con depressione post partum nell’ordine del 10-12%.

Sappiamo che la depressione post partum esordisce generalmente nelle 3-4 settimane successive al parto e che la sintomatologia diventa ingravescente manifestandosi clinicamente verso il 4-5 mese: l’incidenza varia dal 9 al 22% e si manifesta prevalentemente nel primo trimestre post-partum. Ma si registrano casi a un anno e anche oltre un anno dal parto.

neuroscienza nel percorso della maternita

 

Nel corpo e nel cervello della futura e neomamma avvengono dei cambiamenti quasi magici che la portano a sapere esattamente cosa è meglio per lei e per il suo bambino.

Troppo spesso però questi aspetti vengono almeno parzialmente ignorati mentre è invece molto importante sottolineare quanto meravigliosa e competente sia la natura, se solo ci concediamo di assecondarla!

Cervello e utero sono costantemente in stretto contatto e lavorano insieme per portare avanti nel migliore dei modi sia la gravidanza, che il parto che anche il post-parto, in particolare riferimento all’allattamento e all’instaurarsi della relazione col piccolo; si presentano dunque in questo periodo dei cambiamenti nel cervello della mamma, che le permettono di essere la madre migliore possibile per il proprio cucciolo.

racconto dangelo
 
24 aprile 2007... Due lineette rosa..lacrime pregne di paura, ansia, emozione, incoscienza...
tracciavano il mio passaggio dall'essere semplicemente ragazza a imparare a essere donna madre...senza capire...ma vivendo i naturali passaggi e cambiamenti del mio corpo tra la paura di crescere e l'ansia di crescere dando Vita...
 
Stava accadendo proprio a me...ero mamma...ero felice, ero inconsapevolmente in viaggio verso ciò che alla mia vita ha sempre dato un senso...
 
Il tempo passava, tra doni, attese, visite, preziosi momenti e quella sana incoscienza che mi permetteva di godere in pieno di ogni istante: un grembo che prendeva forma per la Vita, un cuore che batteva già all'unisono con un altro, una simbiosi inspiegabile con mio figlio...
 
È un maschio...e nascerà presumibilmente tra il 23 e il 30 dicembre...

Senzanome“Non metti mai giù quel bambino ?”

“Hai intenzione di rovinarlo?”

“Dovresti insegnargli ad auto-consolarsi ora, prima che sia troppo tardi!”

Ecco, queste erano le cose che hanno detto a me quando i miei bambini erano neonati. No, non solo quando erano di pochi mesi, ma anche quando erano neonati appena usciti dal mio grembo… Ho avuto estranei, membri della famiglia - e sì, anche medici - che mi ripetevano che stavo rovinando i miei bambini tenendoli in braccio e vicino a me tutto il tempo.

Guardando indietro, so quanto siano assurde queste dichiarazioni. I miei ragazzi hanno ora 4 e 9 anni e sfrecciano lontano da me così velocemente che devo chiedere loro di sedersi e farsi coccolare un pò, come hanno fatto tanti anni fa. In quel momento, però, non sapevo per certo che i miei bambini sarebbero stati totalmente indipendente alla fine, così, quella critica si è sicuramente fatta strada sotto la mia pelle.

Il fatto è ,che tenere i miei bambini quasi 24 ore al giorno come ho fatto in quei mesi non è esattamente una scelta. E 'stata una necessità.
Se provavo a metterli giù, iniziavano a piangere!

FacebookTwitterGoogle Bookmarks