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infertilitàIl concetto di generatività possiede delle connotazioni psichiche molto profonde, che attingono alla storia individuale e di coppia, alla vita familiare e alle aspettative socio-culturali attorno ai temi della maternità e della paternità. Tale immaginario complesso, è ancor più operante nel nostro tempo, dove la scelta di genitorialità è spesso ancorata ad un desiderio procreativo programmato, ponderato e delimitato “in un tempo secondario” rispetto alla realizzazione personale.

La psicosomatica, ma più in generale le ricerche attorno alla procreazione, ci dimostrano che la possibilità di essere fertili derivi, in parte, da un’influenza reciproca di corpo e mente. In questo senso, la componete psicologica risulta ineliminabile e primaria nel progetto di una coppia coniugale, il cui percorso di ricerca di un figlio sta per avere inizio.

Le sfide psicologiche, emotive e corporee che le mamme e i papà affrontano quando “un bambino tarda ad arrivare” possono essere innumerevoli, così come profondi sono i cambiamenti che intervengono in questa ricerca, in cui il bisogno di sostegno ed elaborazione è primario e necessario. In questo articolo, intendiamo ripercorrere lo scenario contemporaneo attorno ai concetti di infertilità e generatività, con un’attenzione specifica agli aspetti emotivi e psicologici che i partner dovranno affrontare durante il percorso di genitorialità.

4f3f93e8408a8ab645a93d04a92f35f5Mancano poche settimane alla data presunta del parto e sono tanti i desideri e le aspettative che assalgono le future mamme e i futuri papà.
“Sarò costretta a partorire sdraiata”, “Potrò avere mio figlio da subito?” “Il papà potrà assistere al parto?”
Queste sono solo alcune delle domande che spesso i futuri genitori si chiedono.
Con il Piano del Parto si possono esprimere le proprie scelte.
Si tratta di un documento nel quale puoi indicare ciò che desideri venga fatto e non fatto durante il tuo parto, naturalmente in condizioni di fisiologia. Si chiede di voler rispettare il più possibile la tranquillità e i tempi di mamma e bambino. Insomma si chiede semplicemente il rispetto della donna, della coppia e dei loro desideri principali senza eccessiva medicalizzazione.

C section Web 760x500Il numero di nascite via cesareo in India è il doppio della media globale e molto superiore alle raccomandazioni dell'OMS.

Un nuovo studio sul Canadian Medical Association Journal ha rilevato che esiste un maggior rischio di morte materna - quasi cinque volte di più - dopo un parto cesareo, rispetto a un parto vaginale.

I ricercatori hanno utilizzato i dati sul parto raccolti in tutto il Canada (eccetto il Quebec) tra il 2003 e il 2015 e hanno scoperto che questo rischio era maggiore tra le donne che avevano 35 anni o più. 

assistenzaSpesso in gravidanza ci si sente in balia degli eventi e delle decisioni altrui.

Non fa molta differenza se l’anamnesi è fisiologica o se necessita di supporto medico :

la deresponsabilizzazione fattuale (ma non legittima, né giuridica) prende piede.

Non è facile per nessuno.

Lo specialista ha molte volte un suo bagaglio analitico che non necessariamente è supportato da un approccio empatico (siamo umani, ognuno ha il suo percorso di vita, senza contare che molti fattori come la stanchezza e una dura giornata, possono drammaticamente ostacolare ogni tentativo di comunicazione trasparente e aperta).

La società, a sua volte, tende a sminuire ogni atto di consapevolezza sulla maternità.

E’ paradossale.

EC722ECC B29E 4FD2 B04B 5E25D43531D8- “Mamma cambierò quando nascerà il mio bambino? Perderò la me stessa?”
- “Ma no, sarai sempre tu”
Ricordo ancora lo sguardo di mia madre più consolatorio che sincero, e in parte ricco di emozione nel rivivere una fase di passaggio così importante: nascere madre.
Ricordo ancor meglio la mia preoccupazione, le mie paure nel prepararmi a un cambiamento interiore verso una parte ancora ignota del mio essere donna.
Ora saprei cosa rispondermi…

vbac niceSi sente sempre dire che l'induzione in caso di VBAC sia controindicata. 

Partiamo col dire che è falso. 

Questo è un tipico esempio di disinformazione che si verifica quando demonizziamo aprioristicamente tutte le pratiche di induzione, piuttosto che fare una differenza interna.

È importante usare un linguaggio chiaro e specifico quando parliamo di nascita perché c'è molta confusione. 

 

Innanzitutto, è possibile indurre un VBAC

140606 grc3a1vidas 485x337Parlare di diritto alla salute ai giorni nostri può sembrare così scontato,
da non ottenere più di una fugace attenzione.

Salute, però, non è puramente una meccanica assenza di malattia,
è benessere psicofisico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il diritto alla salute implica “sostenere gli individui nel raggiungimento del più alto livello possibile di salute e benessere”.

La definizione di Salute cui l’OMS fa riferimento consiste in “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo nell’assenza di malattia o d’infermità”.

L’assistenza alla maternità non può quindi ridursi alla sopravvivenza di madre e figlio (“Signora, suo figlio è vivo, cosa vuole di più?”), ma deve mettersi a disposizione come fautrice di benessere psicologico ed emozionale, durante la gravidanza, il parto, nell’accoglienza del bambino e nel puerperio.

L’OMS* ha indicato 15 raccomandazioni basilari per il parto, sottolineando così la valenza del termine “salute”:

comunicazione prenatale

Il tempo.

Quando si pensa al travaglio di parto si pensa al tempo, alle ore che ci vorranno o che ci sono volute. Ma ciò che accade in quei momenti è molto più importante e complesso.

Una donna, una madre, apre il suo corpo per lasciar andare il suo cucciolo, una parte di sé.
Apertura, separazione, accoglienza.


In travaglio, durante l’apertura in fase dilatante, le stesse contrazioni uterine rappresentano la forza della separazione, intervallate da pause che “trattengono” il bambino dentro… fino all’abbandono, alla fiducia, al lasciarsi andare, all’accoglienza del nuovo, una nuova dimensione rappresentata dalla diade madre/bambino fuori.

22279900 515417122142272 3417030927149535396 nUn tempo la nascita di un figlio era una questione di donne gli uomini rimanevano fuori dalla porta e solo quando il bambino era nato venivano informati e coinvolti.
Il cambiamento avvenuto è grande per l'uomo, non è scontato e facilmente crea confusione nei ruoli.
Gli si chiede di lasciar emergere ed usare la sua parte più femminile per essere sostegno fisico ed emotivo alla donna durante il travaglio e il parto.
Ci si attende da lui che sappia essere una salda protezione dell'ambiente ospedaliero e ancora ci si aspetta che sostenga e protegga la nuova famiglia nel dopo parto.

NESSUNO PUO COSTRINGERTI"Nessuno può costringerti ad avere un cesareo." Lo si dice spesso!

<<Non preoccuparti

... dell’assenza di protocolli VBAC

... del fatto che la tua ostetrica, il/la ginecologo/a o il reparto non ti supportino

... che ti abbiano imposto un limite entro le 40 settimane

... [inserisci qui un altro ostacolo al VBAC] nessuno può costringerti ad avere un cesareo.>>

 

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