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placenta accreta dibattitoNegli ultimi due decenni, il taglio cesareo è diventata l'operazione chirurgica più comune in tutto il mondo e le sue percentuali sono una misura importante delle pratiche ostetriche nel 21 ° secolo.

I parti cesarei non sono una reale novità.

Da un punto di vista storico, veniva eseguito per salvare il bambino e, nonostante i riferimenti occasionali di operazioni su madri in vita,  veniva per lo più effettuato per salvare il bambino quando la madre era defunta o moribonda. 

I miglioramenti nella cura del paziente hanno progressivamente confermato il cesareo come un' operazione sicura, sia come emergenza che come procedura elettiva. Le trasfusioni di sangue e l'introduzione di antibiotici e uterotonografia dopo la seconda guerra mondiale, hanno sostanzialmente ridotto i rischi negativi ad esso connessi.

I continui progressi nel ramo dellanestesia e i miglioramenti nell'assistenza postoperatoria hanno ulteriormente contribuito al calo dei tassi di mortalità da cesareo, prima nei paesi economicamente sviluppati / ad alto reddito e più recentemente nei paesi a basso e medio reddito.

Tassi di cesareo in tutto il mondo

birth4Ogni esame, cura o intervento medico necessita imprescindibilmente il consenso della persona interessata.

La percezione del consenso a livello sociale riflette bene i dibattiti dottrinali e giurisprudenziali che da tempo avvengono sul tema.

Scardinato l’approccio paternalistico e stata proposta (si intende sempre in letteratura e in giurisprudenza) l’adesione ad un tipo di comunicazione oggettiva, unita al counseling, al fine di bilanciare aspetti medico-scientifici e il percorso di vista (background culturale, personale, ecc.) della persona che necessita cure e premure.

Non esiste una gerarchia:

ogni singolo trattamento, intervento o pratica medico-sanitaria necessita che questo consenso sia realmente informato.

Ossia, non è sufficiente la mera e distaccata firma apposta su un modulo, magari presentato dal personale infermieristico (eventualmente, poco prima dell’inizio).

E, tanto meno, non è accettabile evitare di informare e chiedere alcunché,

Tanto si tratta solo di un controllo veloce e superficiale

La portata di questo discorso è sicuramente giuridico-legale,

ma va davvero oltre!

E’ umana, sociale, personale, interrelazione.

Nessuno può sapere l’impatto interiore ed intimo di un qualsivoglia gesto, ancor più in ambito medico.

travaglio

<< Quante ore durerà? Farà più male durante le contrazioni, o quando sta uscendo il bambino? >>

Il tempo, il dolore, la paura dell'ignoto, del non programmabile. Non siamo più abituati all'attesa, alla vera attesa intendo. Ora che tutto, o quasi, è programmabile, ci sembra di poter controllare anche gli eventi più naturali.

Nell'immaginarsi il proprio parto, si immagina il dolore che si proverà durante il travaglio, o durante il parto vero e proprio (la fase espulsiva)... si immagina quanto tempo durerà tutto questo, sperando sempre che duri il meno possibile perchè nell'immaginario comune il parto ideale avviene per via vaginale, in poco tempo e senza dolore.

Ma non so per quale motivo forse legato all'istinto di sopravvivenza (la propria) si tralascia un particolare non di poco conto... il bambino! Nostro figlio. E in effetti fa ancora strano pensare a lui (o a lei) come a un essere pensante e capace di provare emozioni, non lo vediamo nemmeno. Invece lui (o lei) sta lì, al caldo, al buio, immerso in un liquido che lo protegge fisicamente dalla forza di gravità, sente l'odore di quel liquido, il sapore che cambia in base a quello che mangiamo, i rumori esterni ovattati dal nostro corpo, i rumori del nostro corpo...

 

cicatrice cesareoPer alcune persone una cicatrice può essere sinonimo di buone notizie: nascita di un bambino, un'operazione che ci permette di guarire da una certa malattia o di essere salvati da un incidente. Per altre persone, le cicatrici sono un fardello emotivo difficile da accettare tanto da far nascere un disagio fisico: la cicatrice è addormentata, gonfia, dolorosa, ha aderenze o può essere difficile anche solo toccarla.

In ogni caso e indipendentemente dalle loro dimensioni, le cicatrici non devono essere prese alla leggera.

In questo senso, approcci complementari al benessere, offrono metodi per "riconciliarsi" con le proprie cicatrici fisiche, mentali ed emotive.

P 20170329 150142 BF 1Laura Capossele, Ostetrica, Educatrice perinatale e mamma di due meravigliosi bambini. 
 
Le dieci lune è un viaggio nel mondo della gravidanza, della nascita, del diventare madre. 
 
Informazioni sui processi fisiologici, accettazione degli aspetti emotivi, elaborazione dei vissuti ostetrici.
 
Dalla parte della donna che percorre un viaggio di consapevolezza verso il divenire madre...
dalla parte del bambino protagonista del viaggio che lo porterà verso la nascita...
per entrambi il primo sguardo, il primo abbraccio. 
 
 
 
 
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birth trauma fotoMolte donne subiscono traumi psicologici durante il parto. 

Una nascita traumatica può avere un impatto sulla salute mentale postnatale e sulle relazioni familiari. Per questo motivo, è importante capire in che modo le azioni ed interazioni durante l'assistenza, influenzino l'esperienza delle donne e l'insorgenza di traumi, al fine di proporre un approccio più ottimale.

Questi aspetti sono stati analizzati in uno studio intitolato " Women’s descriptions of childbirth trauma relating to care provider actions and interactions"  (ossia Descrizioni delle donne sul trauma da parto in relazione alle azioni e interazioni del fornitore di assistenza)

VBAC LauraSpesso, dopo aver subito un taglio cesareo, viene considerato o proposto il taglio cesareo per il parto successivo come se questo fosse indenne da rischi.

Il cesareo è pur sempre un intervento, che può dare delle complicanze, per quanto rare.

Si è notato come nel confronto tra taglio cesareo ripetuto e VBAC gli esiti sia materni che fetali siano decisamente migliori nel secondo caso.

La complicanza più temuta nel VBAC è la rottura dell'utero. Facciamo intanto un distinguo importante tra

  • deiscenza della cicatrice uterina
  • rottura franca dell'utero

La deiscenza si ha quando il tessuto intorno alla cicatrice si sfalda portando ad un apertura nell'utero, evenienza che può non dare segni clinici importanti, quindi più difficile da riconoscere ma con esiti meno gravi.

La rottura e' più catastrofica in quanto può interessare la parte dell'utero che si contrae ed e' più vascolarizzata.

Gli studi che ci riportano l'incidenza di rottura d'utero nel VBAC non hanno potuto distinguere tra deiscenza e rottura d'utero.

In ogni caso allo stato attuale il rischio di rottura d'utero (comprese le deiscenze) per la donna che tenta la prova di travaglio è dello 0,5%. Questo significa che una donna su 200 andrà probabilmente incontro a tale complicanza durante la prova di travaglio.

C'e' da ricordare che la deiscenza o rottura dell'utero avviene anche tra le donne che ripetono il taglio cesareo al di fuori del travaglio, nello 0,2% circa.

Secondo un recente studio inglese riguardo al Taglio Cesareo in generale : su diecimila donne che affrontano un taglio cesareo

  • 900 avranno dolore all'addome contro 500 nel caso di un parto per via vaginale
  • 10 avranno un danno alla vescica contro 0.3 nel caso di un parto per via vaginale
  • 50 avranno bisogno di un ulteriore intervento contro 3 nel caso di un parto per via vaginale
  • 80 avranno bisogno di un'isterectomia (asportazione dell'utero) contro 1 o 2 nel caso di un parto per via vaginale
  • 90 saranno trasferite in rianimazione contro 10 nel caso di un parto per via vaginale

 inoltre le donne sottoposte a taglio cesareo avranno un rischio aumentato di:

  • ricoveri più lunghi
  • rientro in ospedale
  • morte
  • infertilità
  • placenta previa in gravidanza successive
  • rottura d'utero durante gravidanze successive

 

Articolo a cura di Laura Capossele, ostetrica

 

 

Fonte: Ivana Arena "Dopo un cesareo - Come rispondere alle esigenze di mamma e bambino" ed. Bonomi)

“Dice il bimbo alla mamma:
Da dove sono venuto?
Dov’è che mi hai trovato? –
La mamma ascolta trepida, sorride,
stringe al seno il bambino e poi gli dice:
Tu eri un desiderio nel mio cuore -.
(R. Tagore)"

 cb11symbolic main 04Test di gravidanza positivo… e adesso?
Tutti si aspettano che una donna dal primo momento in cui sa di essere incinta sia felice e raggiante…
La società ci ha riempito di immagini che associano la donna incinta alla persona più felice del mondo, per cui non pensiamo neanche di poterci sentire diversamente.
Molte donne sono felici, ma anche un po tristi… sono luminose, ma vorrebbero stare anche un po nel buio… Felici per qualcosa che arriverà a riempire il loro cuore… Tristi per qualcosa che si perderà,  per lasciare spazio ad altro... Luminose perché può significare una luce nel loro percorso di vita... Buio perché a volte è proprio nel buio che si può stare da sole, ritrovarsi, ascoltarsi…
È la ricerca di un equilibrio tra noi e il bambino che nascerà,  tra noi ora e noi tra 9 mesi, una ricerca dell’equilibrio che genera sentimenti contrastanti…

VBAC DOPO VBACE’ appena stato pubblicato un nuovo ampio studio sul VBAC, il quale afferma ciò che già conosciamo ossia che i rischi ad ogni successivo VBAC via via diminuiscono, mentre i tassi di successo salgono.

Questo è un ampio studio di coorte retrospettivo condotto in Israele che ha coinvolto tutte le donne che hanno tentato un VBAC in un ospedale maggiore, per un periodo di 7 anni (2007-2014).

Il gruppo di studio (n = 1,211) includeva le donne con almeno un precedente VBAC. Il gruppo di controllo (n = 2.045) era composto da donne che accoglievano il loro primo VBAC.

Come abbiamo scritto prima, un VBAC precedente aumenta le possibilità di successo di un seguente parto vaginale. Tale eveidenza è emersa anche in questo studio. Le donne con un VBAC precedente hanno avuto un tasso di successo nel parto vaginale successivo del 96%

 

STOP VIOLENZAIl fenomeno della violenza di genere oggi è, tristemente, diffuso. È difficile non sentirne parlare quotidianamente, l’assuefazione a notizie aberranti rischia di renderci insensibili e ciechi difronte ad una emergenza sociale, ad un problema ritenuto dalla stessa OMS, di “salute pubblica”.

Il termine femminicidio, con cui viene identificato e normato l’omicidio di una donna, seppur cacofonico, richiamando al latino femina e riportando alla mente l’idea dell’animale, rende evidente la concettualizzazione della commissione di questo reato per ragioni di genere.

La violenza contro le donne ha origini storiche molto lontane, il concetto stesso di donna quale essere inferiore, sottoposto all’uomo, trova riscontro in studi, testi e contesti sociologici antichi.

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