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comunicazione prenatale

Il tempo.

Quando si pensa al travaglio di parto si pensa al tempo, alle ore che ci vorranno o che ci sono volute. Ma ciò che accade in quei momenti è molto più importante e complesso.

Una donna, una madre, apre il suo corpo per lasciar andare il suo cucciolo, una parte di sé.
Apertura, separazione, accoglienza.


In travaglio, durante l’apertura in fase dilatante, le stesse contrazioni uterine rappresentano la forza della separazione, intervallate da pause che “trattengono” il bambino dentro… fino all’abbandono, alla fiducia, al lasciarsi andare, all’accoglienza del nuovo, una nuova dimensione rappresentata dalla diade madre/bambino fuori.

22279900 515417122142272 3417030927149535396 nUn tempo la nascita di un figlio era una questione di donne gli uomini rimanevano fuori dalla porta e solo quando il bambino era nato venivano informati e coinvolti.
Il cambiamento avvenuto è grande per l'uomo, non è scontato e facilmente crea confusione nei ruoli.
Gli si chiede di lasciar emergere ed usare la sua parte più femminile per essere sostegno fisico ed emotivo alla donna durante il travaglio e il parto.
Ci si attende da lui che sappia essere una salda protezione dell'ambiente ospedaliero e ancora ci si aspetta che sostenga e protegga la nuova famiglia nel dopo parto.

ossitocina

<<Io mi sento che nasce prima... >> Quante volte abbiamo sentito dire questa frase. A volte succedeva davvero così, altre volte non solo non nasceva prima, ma superava anche il termine. Eppure questa "ansia da traguardo" è talmente coinvolgente da influenzare l'atteggiamento di chiunque ci stia attorno.

Amici, parenti, conoscenti che guardando il pancione prominente iniziano a chiedere con impazienza: << e allora? quando nasce?>> oppure <<eh eh, manca poco ormai>>. Probabilmente manca davvero poco, o magari no, ma con questa pressione addosso vi sembra di essere arrivate al termine ancora prima che lo dica il calendario...

Spesso risultano inutili vari tentativi di induzione farmacologica del travaglio, perché la verità è che, per quanto ci siamo evoluti, programmati, muniti di orologio... siamo pur sempre mammiferi provvisti di istinto di protezione, meccanismi di difesa, produzione di ormoni, non macchine che rispondono in maniera prevedibile a qualsiasi stimolo meccanico esterno.

world prematurity day17 novembre, la giornata si tinge di viola per ricordare la Prematurità.

Viola, un colore nato dal blu e dal rosso.

Blu, come la saggezza, la calma e la malinconia

La saggezza di un padre che cresce ogni giorno insieme ai grammi conquistati da quel corpicino e dal coraggio di lottare per prendersi cura di lui e proteggere la sua famiglia.

La calma di una madre nel cambiare quel micro pannolino attraverso due buchi nel vetro, quasi sfiorando quel piccolo bimbo per paura di staccare qualche tubicino.

La malinconia nel tornare a casa senza il proprio bimbo e senza sapere per quanto tempo dovrà stare lontano dalla sua mamma e dal suo papà.

travaglio

<< Quante ore durerà? Farà più male durante le contrazioni, o quando sta uscendo il bambino? >>

Il tempo, il dolore, la paura dell'ignoto, del non programmabile. Non siamo più abituati all'attesa, alla vera attesa intendo. Ora che tutto, o quasi, è programmabile, ci sembra di poter controllare anche gli eventi più naturali.

Nell'immaginarsi il proprio parto, si immagina il dolore che si proverà durante il travaglio, o durante il parto vero e proprio (la fase espulsiva)... si immagina quanto tempo durerà tutto questo, sperando sempre che duri il meno possibile perchè nell'immaginario comune il parto ideale avviene per via vaginale, in poco tempo e senza dolore.

Ma non so per quale motivo forse legato all'istinto di sopravvivenza (la propria) si tralascia un particolare non di poco conto... il bambino! Nostro figlio. E in effetti fa ancora strano pensare a lui (o a lei) come a un essere pensante e capace di provare emozioni, non lo vediamo nemmeno. Invece lui (o lei) sta lì, al caldo, al buio, immerso in un liquido che lo protegge fisicamente dalla forza di gravità, sente l'odore di quel liquido, il sapore che cambia in base a quello che mangiamo, i rumori esterni ovattati dal nostro corpo, i rumori del nostro corpo...

 

P 20170329 150142 BF 1Laura Capossele, Ostetrica, Educatrice perinatale e mamma di due meravigliosi bambini. 
 
Le dieci lune è un viaggio nel mondo della gravidanza, della nascita, del diventare madre. 
 
Informazioni sui processi fisiologici, accettazione degli aspetti emotivi, elaborazione dei vissuti ostetrici.
 
Dalla parte della donna che percorre un viaggio di consapevolezza verso il divenire madre...
dalla parte del bambino protagonista del viaggio che lo porterà verso la nascita...
per entrambi il primo sguardo, il primo abbraccio. 
 
 
 
 
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“Dice il bimbo alla mamma:
Da dove sono venuto?
Dov’è che mi hai trovato? –
La mamma ascolta trepida, sorride,
stringe al seno il bambino e poi gli dice:
Tu eri un desiderio nel mio cuore -.
(R. Tagore)"

 cb11symbolic main 04Test di gravidanza positivo… e adesso?
Tutti si aspettano che una donna dal primo momento in cui sa di essere incinta sia felice e raggiante…
La società ci ha riempito di immagini che associano la donna incinta alla persona più felice del mondo, per cui non pensiamo neanche di poterci sentire diversamente.
Molte donne sono felici, ma anche un po tristi… sono luminose, ma vorrebbero stare anche un po nel buio… Felici per qualcosa che arriverà a riempire il loro cuore… Tristi per qualcosa che si perderà,  per lasciare spazio ad altro... Luminose perché può significare una luce nel loro percorso di vita... Buio perché a volte è proprio nel buio che si può stare da sole, ritrovarsi, ascoltarsi…
È la ricerca di un equilibrio tra noi e il bambino che nascerà,  tra noi ora e noi tra 9 mesi, una ricerca dell’equilibrio che genera sentimenti contrastanti…

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