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Allattamento e divorzioVivere il percorso di allattamento durante una separazione o un divorzio può essere complicato.
I meccanismi di coppia mutano e la situazione può farsi molto delicata.
Alcune mamme che stanno vivendo una situazione simile possono avere molti dubbi e domande, come:
 
"Mi sto separando dal padre di mio figlio/mia figlia, che ha x mesi (o x anni) ed è allattato/a al seno. Starà col padre nel fine settimana/ xy giorni a settimana, come si può conciliare tutto ciò con l'allattamento a richiesta? "

IMG 20161218 200714Le linee guida suggeriscono che l’alimento principale dei bambini per almeno 12 mesi di età sia il latte materno (o la formula) ma cosa succede dopo?

In media solo il 28% dei bambini prende ancora il latte materno fino all’anno e appena si superano i 12 mesi la percentuale scende al 9% fino ai 18 mesi.

Il latte nel secondo anno della vita :

Solo il 5% dei bambini è allattato secondo la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che consigliano l’allattamento al seno per due anni e oltre.

Così, la maggioranza dei bambini che dopo l’anno non beve più il latte materno con cosa dovrebbe sostituirlo?

Le risposte potrebbero sorprenderti!

calo ponderaleFino ad oggi, il calo ponderale durante i primi 3-4 giorni dopo la nascita è stata considerata un indicatore di come è stato avviato l'allattamento al seno .
Se in 4 ° giornata la perdita di peso di un neonato è compresa nell'intervallo medio dal 5° al 7° percentile, significa che l'allattamento al seno è stato avviato bene.
Quasi tutti i neonati perdono peso dopo la nascita, perché dopo aver galleggiato nel liquido amniotico per 9 mesi, sono nati imbibiti di liquido.
La fisiologica perdita di peso deriva dal rilascio di questo fluido in eccesso in quanto il neonato di adatta alla vita all'aperto fuori dall’utero.

Ma quando i neonati perdono più del 7% del peso della nascita durante questi primi giorni, significa automaticamente che non stanno ottenendo latte a sufficienza? Non secondo uno studio recente.

farmaci e cure in allattamentoCurarsi durante l'allattamento, non è solo possibile, ma è anche importante!

E' fondamentale prendersi cura di sé, sotto ogni punto di vista, in quell'abbraccio concentrico che, partendo dalla premura personale, giunge alla cura e alla dedizione materna.

Il passaparola popolare sostiene che la maggioranza dei medicinali sia incompatibile con l'allattamento: o continui a soffrire o smetti di allattare.L'80% dei foglietti illustrativi riporta controindicazioni sull'uso in gravidanza e in allattamento dei medicinali.1

E' davvero così assolutistica la situazione?

 

ovaio policisticoLa sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disordine endocrino, con un’incidenza che si aggira intorno al 6-8%, caratterizzato da ovulazione irregolare e da un aumento dei livelli di androgeni.
I sintomi più comuni sono amenorrea, cicli irregolari, irsutismo, acne persistente, alopecia androgenetica, obesità addominale, ipertensione e infertilità. In taluni casi, si registrano anomalie del tessuto del seno, come ipoplasia e seni abbondanti con molto tessuto adiposo.
Alcuni studi hanno indagato gli effetti potenziali di questa sindrome sull’allattamento, nell’intento di approfondire l’eventuale collegamento tra scarsa produzione di latte e PCOS, presumibilmente determinata dall’alto tasso di androgeni e dalla loro interferenza con gli ormoni della lattazione.

La PCOS è automaticamente associata ad insufficiente produzione di latte?
No.
Si parla di statistiche, percentuali e numeri. Ogni persona è unica, ogni corpo lo è. Inoltre nessuno studio ha evidenziato un automatismo di questa natura.
Lisa Marasco,consulente IBCLC, ha condotto approfondite analisi per indagare la connessione tra PCOS e scarsa produzione di latte. Secondo il suo studio del 2000, alcune donne con la sindrome dell’ovaio policistico possono incontrare difficoltà di produzione e non sviluppare i fisiologici cambiamenti del tessuto del seno, durante la gravidanza. Il cambiamento di taglia durante la gravidanza è quindi associato, anche nel caso di PCOS, ad un impatto positivo sulla durata dell’allattamento.

Ma attenzione, questo non significa che se non si notano particolari cambiamenti, vuol dire che la produzione sarà insufficiente; ogni seno ha una sua conformazione e, mentre di alcuni è percepibile ogni piccolo cambiamento, per altri non è così immediato. Inoltre, i ritmi moderni della gravidanza spesso, tra la frenesia del lavoro e le pressioni esterne – sociali, mediche, ecc. –, lasciano così poco spazio al dialogo della diade, tanto da interferire con la connessione fisica ed emozionale. In caso di dubbio, un confronto con una professionista competente può essere utile, non solo per fugare i propri dubbi, ma anche per offrirsi l’opportunità di rallentare e donarsi ascolto.

colostrolatte verdeQui di seguito potete vedere due foto, nella prima è possibile vedere del colostro; nella seconda, del latte tirato spremuto da una mamma che allatta un bambino di 1 anno. Colostro verde, latte maturo verde. Tutto normale.

I miti che girano sul latte e sul colostro, travolgono anche il loro aspetto.

 

prematuro allattatoAvere un bambino prematuro può essere un avvenimento preoccupante e stressante per i neo genitori.
Molte madri sentono di avere poco controllo e poca rilevanza per il benessere del loro bambino.

Imparare ad allattare un bambino prematuro può essere una esperienza faticosa e stressante.
Molte madri di neonati prematuri possono incontrare grandi sfide nella riuscita dell’ allattamento al seno.
Tuttavia, come con qualsiasi rapporto l'allattamento al seno, una volta stabilito, diventa più facile e molto gratificante per la Mamma e per la/il sua/o bambina/o.
Sapere alcune cose può contribuire a rendere più facile l'allattamento al seno, a lavorare meglio per voi e la/il vostra/o bambina/o.

Di seguito sono elencate 7 cose che è utile sapere sull'allattamento al seno dei bambini prematuri:

allattamento olisticoLa ciclicità è il ritmo dell’Universo, il ritmo di ogni donna e del cambiamento. Tra la gravidanza e l’allattamento le donne vivono un'interruzione del ciclo ovulatorio e mestruale.

Questo fatto è accolto da alcune con sollievo, altre ne sentono la mancanza e, nel mezzo di queste due posizioni, ci sono un’infinità di opinioni e sensazioni.

Ciò che colpisce è l’estrema variabilità tra donna e donna. Ci sono donne che hanno le mestruazioni 40 giorni dopo il parto e altre che le riaccolgono dopo 6, 10, 12, 24,… mesi.

IMG 60771Sono Francesca, mamma di Emma che ha compiuto un anno il 16 settembre.

La mia storia, anzi la nostra storia, di latte, è iniziata in modo un po' burrascoso, ma forse è proprio la serie di ostacoli che abbiamo dovuto superare che l'ha resa ancora più bella, quasi magica direi.


Sono una giornalista di cronaca nera e un po' per deformazione professionale, un po' per carattere non sono mai stata quel genere di ragazza che vede tutto rosa e fiori e che sogna la maternità da quando era bambina. Ma a 28 anni, con un divorzio già alle spalle (ebbene sì mi ero sposata giovanissima, ma con l'uomo sbagliato...) la voglia di diventare mamma ha preso il sopravvento. Dopo alcuni mesi di ricerca è arrivato il test positivo. Poi la gravidanza, con qualche problemino ma quella è un'altra storia...

Infine il parto: l'esperienza più bella, potente ed emozionante della mia vita. Quando quel batuffolo di ciccia con gli occhi grandi mi si è accoccolato sul petto ho capito che tutto ciò che di bello avevo provato fin lì non poteva chiamarsi felicità. Perché la felicità era dare la vita.

Dare la vita contemporaneamente a una bambina, a una mamma e a una famiglia.

produzione lattePer capire come effettivamente aumentare (o diminuire) la produzione di latte materno, bisogna prima comprendere come funziona il meccanismo di produzione.

 

 

 

 

 

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