Header new 707x180

 

media and pregnancy Durante la gravidanza, in modo molto saggio, competente e naturale, le donne iniziano ad approfondire vari aspetti sulla nascita e i bambini/le bambine.

Tutte noi abbiamo letto libri sulla gravidanza e ascoltato storie di amiche e familiari.

Grazie a YouTube, possiamo vedere scene di parto; scene che, fino a solo cento anni fa, le donne di qualsiasi età vedevano e assistevano dal vivo, durante il corso della loro vita.

Prima  di dare alla luce la nostra bambina/ il nostro primo bambino, ci immergiamo nella nascita anche in modo indiretto, attraverso i media.

 

Basta accendere la TV e si trovano un sacco di spettacoli che millantano di spiegare com'è la realtà della nascita, con tanto di ostetriche e telecamere dentro gli ospedali.

A questo punto viene spontaneo domandarsi: quale impatto hanno i media hanno sulle nostre scelte legate al parto? Siamo spinte a fare scelte diverse in base a ciò che stiamo leggendo e a ciò che stiamo guardando?

I ricercatori della MonashUniversity e della QueenslandUniversity of Technology hanno condotto uno studio per scoprirlo. Hanno fornito ad campione di donne di età compresa tra 18 e 35 (nullipare), articoli di riviste che si concentravano sui benefici del parto non medicalizzato.

Il ricercatore Kate Young spiega: "Abbiamo voluto vedere se e quanto la decisione delle donne potesse essere influenzata, una volta conosciuti i benefici di una nascita non medicalizzata".

Gli articoli proposti affrontavano temi come il rischio percepito sulla nascita, aspettative per il travaglio e il parto e gli atteggiamenti verso la nascita. I risultati hanno parlato chiaro: leggere prevalentemente articoli e approfondimenti sulla nascita non medicalizzata ha indotto quelle donne a mutare il proprio pensiero, orientandosi verso l'idea di un parto vaginale quanto più rispettato. Lo studio ha notato che all'interno di questi articoli era stata applicata una strategia di comunicazione sociale: la sua azione mirata era indirizzata a evidenziare i vantaggi della nascita non medicalizzata allo scopo di ridurre il tasso di interventi medici inutili, agendo in modo compensativo nei confronti della parzialità degli articoli sui benefici del parto medicalizzato.

Lo studio aggiunge inoltre che: "I governi e gli altri operatori sanitari devono assicurare che le donne abbiano accesso a una vasta gamma di modelli di cura, proponendo campagne di salute pubblica che possano compensare la corrente distorsione di informazioni".

Ora, soffermiamoci un attimo sulla situazione italiana e visioniamo i dati sul parto.

L'Italia ha attualmente un tasso nazionale di T.C. del 36,3%(dati Istat per il 2013), con un gradiente Nord- Sud ed Isole, che vede i valori più elevati di TC in Campania (62,20%), Molise (45,43%) e Sicilia (43,92%). Il valore minimo si registra in Friuli Venezia Giulia (23,92%) - a fronte del fatto che l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un tasso non superiore al 10%. In aggiunta, più di un quarto dei parti italiani sono indotti. 

Alla luce di tutto ciò, è importante comprendere che esiste una radicata (ed omeostatica) rete di influenza reciproca tra il tasso di medicalizzazione, la percezione della nascita a livello socio-culturale (ciò che si tramanda di generazione in generazione) e il messaggio diffuso tramite gli strumenti canonici di divulgazione (giornali, riviste, televisione, libri,ecc.). E' un circuito radicato, ma non statico. Modificando un solo elemento, si influenzano anche gli altri.

Ognuna/o di noi può contribuire a questo cambiamento.

E' fondamentale che noi donne ricordiamo (e ci conviciamo!) di avere il diritto a scegliere il nostro parto e il diritto ad accedere a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.

Sarebbe altresì auspicabile che ogni donna avesse accesso ad una rete di sostegno e di supporto affinché le scelte siano quanto più serene e consapevoli.

Esiste un filo che unisce tutte noi donne, siamo la fiamma che lo ravviva!

 

Partorirai con piacere! 

Partorirò con piacere!

 

 

Fonti:

Kate YoungBSc (Psych), Yvette D. Miller, Keeping it Natural: Does Persuasive Magazine Content Have an Effect on Young Women's Intentions for Birth?, June 2014


FacebookTwitterGoogle Bookmarks